Obama l’ Italia lo ama

Obama_Milano_Fg4 L’ ex presidente Obama è tornato a Milano, dopo la precedente visita insieme alla moglie Michelle in occasione dell ‘ Expo, e questa volta per tenere una conferenza sui grandi temi che oggi affliggono il mondo: la fame, le migrazioni, i cambiamenti climatici.

Molti commentatori, soprattutto nei social, hanno ironizzato sul fatto che per andare ad ascoltarlo bisognava pagare 850 euri come biglietto d’ingresso, per cui la platea era composta da persone molto vip che nella loro vita sperimentano la fame soltanto quando decidono di fare una dieta dimagrante; oppure sul fatto che Barack ha dormito in una suite da 10.000 euri a notte, dove si è ripassato il discorso sulla povertà che avrebbe tenuto la mattina seguente.

Ma questi sono semplicemente pettegolezzi che fluttuano nella rete in modo più o meno pertinente, senza approfondire la questione. E la questione non sta nel prezzo della suite (volete che un ex presidente degli USA vada a dormire in un bed and breakfast dopo che ha vissuto per otto anni alla Casa Bianca?), bensì nei contenuti del suo pistolotto.

Prima della conferenza, comunque, è voluto andare al Cenacolo, dove ha esclamato estasiato dinanzi all’ Ultima cena: “Leonardo is a genius”. Casomai qualcuno non lo sapesse, ora ne siamo stati informati. Grazie, signor Presidente. Alla conferenza, poi, si è ovviamente soffermato sul tema dell’ immigrazione proveniente dal Nord Africa, e anche qui ci ha illuminati d’ immenso: “Gli immigrati arrivano in Italia perché spinti dalla fame”.

D’accordissimo sulla genialità di Leonardo, ma sulla questione degli immigrati affamati che sbarcano in Italia (con le taxi-navi delle Ong) ci permettiamo di sollevare qualche dubbio; anche perché questi ragazzoni in prevalenza di orgine nigeriana e senegalese li vediamo tutti i giorni nei giardini delle nostre città o davanti ai centri commerciali, e non ci sembrano denutriti, anzi sono tutti belli muscolosi. E la cosa si spiega facilmente: per arrivare sulle coste libiche dall’ Africa subsahariana e per poi pagare ai trafficanti il viaggio sui gommoni ci vuole una discreta sommetta, che i veri africani poveri e affamati non riuscirebbero mai a mettere insieme. Quelli che riescono ad imbarcarsi per le coste siciliane sono in realtà, come è stato ben documentato, giovani della piccola borghesia africana, le cui famiglie trovano i soldi per mandarli nell’ Eldorado. Quelle famiglie, grazie alle televisioni con parabole satellitari, vedono che la vita da noi è molto piacevole e, illudendosi, auspicano per i loro ragazzi un futuro meraviglioso nel Belpaese o in Europa. Aperta parentesi: se le nostre tv la smettessero di mandare in onda sceneggiati demenziali dove si vedono soltanto persone vestite con abiti firmati che viaggiano su auto di lusso, forse risolveremmo una buona parte del problema immigrazione.

Ma l’ ex presidente Obama non ha mai visitato un centro d’ accoglienza in Sicilia o altrove e quindi parla per sentito dire. Certo ai suoi adoranti ascoltatori milanesi non ha spiegato che l’ ondata migratoria, che nel 2016 ha portato in Italia 180.000 immigrati e solo nei primi mesi del 2017 ben 40.000 (arrivi previsti entro la fine dell’ anno 250.000), è dovuta in primis alla guerra che lui, l’ ex presidente francese Sarkozy e l’ ex primo ministro britannico Cameron decisero di scatenare in Libia nel 2013 per abbattere il regime di Gheddafi, il quale aveva sottoscritto con l’ Italia dei patti proprio per impedire le partenze dei migranti irregolari.

E’ quindi molto curioso che Obama sia venuto a fare la lezione sui flussi migratori proprio a noi italiani che in questi anni stiamo subendo una vera e propria invasione, in buona parte per causa sua. Ciononostante egli resta un leader molto amato nel nostro Paese, lo abbiamo visto dalla folla che lo ha salutato a Milano con grande calore. Il populismo è anche questo: riuscire a dire e fare cazzate ma facendosi sempre applaudire.

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Mi interesso di storia contemporanea e politica estera. E mi considero un libero pensatore.

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