Numero chiuso, ma non all’ università

matteo Giuro che avrei voluto parlare di qualcos’ altro, magari delle vacanze che stanno arrivando o del romanzo vincitore dell’ ultimo premio Strega, “Le otto montagne”; ma non sono ancora andato al mare e di conseguenza non ho ancora letto il romanzo sotto l’ ombrellone.

Sicché, mio malgrado, mi trovo quasi costretto a riprendere il discorso-tormentone dell’ estate 2017, l’ emergenza immigrazione, anche perché c’ è stato un vertice dei paesi Ue a Tallin, capitale dell’ Estonia, dove sono arrivati dei secchi No da tutti i nostri vicini e cugini (Francia e Spagna incluse) alla richiesta del governo italiano di spalmare gli arrivi dalla Libia su tutti i porti del Mediterraneo.

Quindi, niente da fare: i vertici di questa Ue ci chiamano “eroi” ed esprimono a parole solidarietà verso l’ Italia che accoglie particamente tutti (le cifre le ho già scritte più volte, e ormai le conoscete bene); ciò detto, i porti francesi e spagnoli, così come le frontiere austriaca, tedesca e ungherese resteranno chiusi ai migranti. I quali migranti, in parole povere, continueranno a sbarcare solo in Italia e qui resteranno, visto che peraltro la rotta balcanica è stata sigillata con l’ aiuto (strapagato) della Turchia di Erdogan.

Fin qui niente di nuovo, lo avevamo già capito che ai nostri partner europei interessa innanzitutto la loro sicurezza nazionale. E come dargli torto: chi viene eletto, fa bene ad occuparsi dei suoi connazionali prima che degli altri. A noi italiani dovrebbero provvedere i nostri governanti; non certo Macron, il quale ci rispedisce ogni clandestino che si azzarda a varcare la frontiera di Ventimiglia, e neppure il neo-eletto presidente austriaco, Van der Bellen, che ha già predisposto i carri armati in Tirolo, qualora al Brennero ci fosse una fuga in massa di migranti dall’ Italia.

Non ce la possiamo prendere con quelli che fanno il loro dovere, perché mettono in sicurezza la Patria in un momento di grave emergenza. E allora con chi ce la dobbiamo prendere?

Certamente bisogna in primis capire come mai si è arrivati a questa situazione assurda, per cui l’ Italia sta praticamente diventando un enorme campo profughi per tutta l’ Europa. Ebbene, la risposta a questo atroce interrogativo l’ha data nei giorni scorsi un personaggio autorevole della nostra storia politica recente: Emma Bonino. In un’intervista, che è stata poi ripresa sui social e da tutti gli altri media, l’ ex deputato radicale ha spiegato benissimo quello che è successo quando lei era ministro degli Esteri del governo Letta: siamo stati noi – parole sue – a chiedere che la missione Mare Nostrum, poi diventata Triton e infine operazione Sophia, venisse gestita dall’ Italia, per cui tutti i migranti salvati in mare (ovvero traghettati dalle coste libiche ) venissero scaricati solo nei porti italiani.

Ecco risolto l’ arcano mistero. Furono i governi Letta e Renzi, con i rispettivi ministri degli Esteri, a dirigere tutto il traffico delle navi italiane ed europee (alle quali si sono aggiunte quelle delle Ong) in direzione delle coste libiche per poi fare ritorno in Italia.

Ma perché? Sicuramente perché all’ inizio il fenomeno migratorio non era così massiccio e quindi i nostri governanti non furono capaci di prevederne il successivo intensificarsi, sottovalutandone colpevolmente la portata. E probabilmente, come è stato scritto e ipotizzato da diversi commentatori, anche perché dev’esserci stato una sorta di scambio con Bruxelles che guarda caso, proprio in quegli anni, ha concesso all’ Italia maggiori margini di flessibilità sul suo disavanzo economico, ma non ha mosso un dito per ridistribuire gli immigrati.

Comunque, in tutta questa vicenda dai toni tragici, sono arrivate alcune buone notizie. La prima è che Giusy Nicolini, la famosa sindaca di Lampedusa osannata da Obama e da papa Francesco per la sua politica pro-immigrazione, non è stata rieletta alle ultime elezioni comunali ( evidentemente anche per i lampedusani il limite della pazienza e della sopportazione era stato superato da un pezzo). La seconda è che persino Matteo Renzi, segretario del più importante partito italiano, si è finalmente accorto che l’ Italia si trova nella merda a causa della politica di accoglienza finora praticata. Per cui, contrordine compagni: adesso bisogna aiutarli a casa loro, per i migranti va fissato il numero chiuso.

Addirittura, sempre parole di lui, noi dovremmo liberarci dal complesso di colpa per il nostro passato coloniale. Fossero vivi il mio bisnonno e mio nonno, essi forse si sentirebbero un po’ in colpa per la guerra in Libia fatta ai tempi di Giolitti e poi replicata durante il fascismo. Io sinceramente non la sento per niente questa colpa e neppure, credo, mio figlio e tutti i giovani come lui. In ogni caso, Matteo, benvenuto tra noi comuni cittadini italiani.

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Mi interesso di storia contemporanea e politica estera. E mi considero un libero pensatore.

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