Le Ong salvano vite umane?

C9jv7WcXUAAcF_9-720x300-1 “Noi salviamo vite umane”: è quanto ci hanno ripetuto finora i rappresentanti delle Ong (Organizzazioni non governative) che stanno operando ai confini delle acque territoriali libiche per soccorrere i migranti e poi trasportarli nei porti italiani (solo nei porti italiani).

Il sospetto che non fosse tutto così chiaro ed esaltante, era già venuto al pm di Catania Carmelo Zuccaro, un magistrato rispettabilissimo, che aveva dichiarato pubblicamente di avere notizie di reato riguardanti alcune di queste Ong, le quali favorirebbero con la loro opera il traffico di esseri umani, ma non le prove. Contro di lui si accese immediatamente il fuoco incrociato dei media e della politica pro-accoglienza: come si permetteva Zuccaro di infamare l’ operato degli eroici volontari provenienti da mezza Europa, che si fanno in quattro per salvare vite umane?

Il magistrato catanese fu anche accusato di andare in cerca di notorietà, visto che le sue dichiarazioni suscitarono molta apprensione nell’ opinione pubblica e i cosiddetti populisti ne fecero subito un argomento a loro favore.

Messo dunque a tacere Zuccaro, anche se sicuramente ha poi continuato ad indagare, a distanza di pochi mesi sono arrivate le prove. Le ha fornite un bravissimo poliziotto che ha navigato sotto copertura su una di queste navi ed ha documentato con fotografie e video i contatti diretti tra i membri dell’ equipaggio di Juventa e gli scafisti libici; tanto da far ipotizzare, questa volta al pm di Trapani, il reato di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina ed ordinare il sequestro dell’ imbarcazione appartenente ad una Ong tedesca.

Le indagini andranno per la loro strada e alla loro conclusione sapremo con certezza come stanno le cose. Ma qui vorrei sottolineare il concetto che il sostituto procuratore trapanese Cartosio ha espresso durante una comunicazione alla stampa: per salvataggio si intende il soccorso di persone in grave pericolo; mentre dai documenti fotografici risulta chiaramente che, essendo stato il mare piatto come una tavola, i migranti in questione non avevano fatto naufragio, quindi non erano in pericolo, quindi la Juventa non ha salvato bensì ha trasbordato dei migranti non regolari e scortati dai trafficanti. Quindi, molto probabilmente, ha commesso un reato.

Proviamo ad estendere questo ragionamento a tutte le operazioni di “salvataggio” realizzate finora non solo dalle navi delle Ong ma anche da quelle della Marina militare italiana ( su ordine dei governi Renzi e Gentiloni ) e domandiamoci senza ipocrisia se tutto quello che è avvenuto nel canale di Sicilia e di fronte alla Libia non sia stato altro che una gigantesca operazione di importazione di immigrati, edulcorata e fatta passare mediaticamente con l’ idea di accogliere profughi in fuga dalle guerre e dalla fame.

Ormai i dati parlano chiaro: dalla Libia arrivano prevalentemente giovani maschi provenienti dalla Nigeria e dal Senegal, paesi dove non ci sono guerre; ragazzi, dunque, che sono attirati dall’ Eldorado europeo, dove il generoso welfare pagato dai contribuenti offre vitto e alloggio gratis e senza neppure richiedere un qualsiasi lavoro in cambio.

Questa visione, si badi bene, non appartiene solo agli xenofobi e ai sovranisti alla Salvini, bensì anche al presidente francese, il liberal-progressista Emmanuel Macron, che ha detto ad alta voce di non voler ricevere i migranti arrivati in Italia perché sono al 95% migranti economici e non profughi di guerra.

Ultimo ad accorgersi che ormai l’ Italia è giunta al limite di ogni capacità di accoglienza e che gli italiani sono stufi di vivere per questo in condizioni di crescente disagio, abbiamo ora Matteo Renzi, che ha rilanciato e fatto suo lo slogan leghista “aiutiamoli a casa loro”.

Ciononostante, nei porti siciliani continuano ad essere sbarcati ogni giorno centinaia di migranti e nei telegiornali si continua a ripetere il mantra che essi sono stati “salvati”. Volendo usare la lingua in modo corretto, bisognerebbe dire “traghettati”; ma le regole del giornalismo amico e della politica dominante, come sappiamo, non vogliono che si dica la verità agli italiani. Gli italiani, però, non sono bambini a cui si possono raccontare sempre e solo favole: a Lampedusa, infatti, giusto per fare un esempio, una grande affabulatrice pro-immigrazione come Giusi Nicolini, quando si è ripresentata al giudizio degli elettori, ha ricevuto una sberla che sicuramente non dimenticherà mai.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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