Gli ulivi del re di Puglia

download (18) I pugliesi e in primis il loro governatore Michele Emiliano, a questo punto, rischiano di finire nelle barzellette che ironizzano sulle varie tipologie umane regionali e di guadagnarsi, probabilmente, il primo posto per la comicità surreale.

Si sono stracciate le vesti per una decina di trivelle in alto mare che non avevano prodotto alcun danno ambientale e, ciò nonostante, hanno richiesto ed ottenuto un costoso referendum popolare, conclusosi come è noto. Da anni, inoltre, protestano contro l’industria metallurgica che, bruciando carbone nei suoi altiforni, ha causato gravissime malattie di tipo tumorale; e proprio Emiliano, come un nuovo Masaniello, ha cavalcato l’onda della protesta popolare e lanciato lo slogan che la Puglia dev’essere “scarbonizzata”. La soluzione, quindi, apparentemente più logica sarebbe quella di sostituire i neri fumi del carbone e il maledetto petrolio con il gas metano, che è di gran lunga meno inquinante delle prime due fonti di energia. Ma il gas italiano (della cui scoperta dobbiamo ringraziare Enrico Mattei, il grande e lungimirante imprenditore di Stato che già negli anni cinquanta capì l’importanza di diventare autonomi sul piano energetico) evidentemente non basta; ed allora bisogna integrarlo con quello di importazione che, purtroppo, va trasportato, da cui la necessità di costruire i gasdotti.

Ecco, dunque, il Tap, ovvero il gasdotto che attraversa la Grecia, l’Albania e il mar Adriatico, arriva poi in Italia e distribuirà 10 miliardi di metri cubi l’anno di metano in tutta Europa. Si tratta di un corridoio lungo 878 chilometri, di cui 550 in Grecia, 215 in Albania, 105 sotto il mare Adriatico e soltanto 8 in Italia, dalla spiaggia di San Foca sino al confine del comune di Melendugno, in Salento, dove si allaccerà alla rete dei gasdotti italiani che si snodano già per circa tredicimila chilometri ( e questo, ricordiamo sempre, lo dobbiamo all’ ing. Mattei).

Lungo quel breve tratto pugliese di 8 chilometri, ci sono, ahimé, 211 bellissimi ulivi che devono essere espiantati ma che saranno rimessi al loro posto dopo il termine dei lavori del gasdotto. Indovinate un po’ cosa sta succedendo da quelle parti: è nato il movimento No Tap. E vi pareva? D’altra parte ( come ha ricordato un amico scrittore naturalizzato leccese) gli antichi Greci condannavano a morte chi abbatteva un ulivo, che consideravano pianta sacra a una delle loro numerose divinità; infatti loro dei gasdotti non volevano neppure sentir parlare e,come sappiamo, riscaldavano le case con bracieri ardenti.

Adesso provate a indovinare chi si è subito messo a capo del movimento No Tap, assommando il suo ruolo di presidente della Regione a quello di capo-popolo. Ovviamente, il mitico Michele Emiliano, o meglio Emiliano-Masaniello, attualmente aspirante segretario nazionale del Pd e futuro re di Puglia. Davvero una barzelletta!

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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