Genitori o proprietari?

download (14) Mi dispiace dovermi ripetere, ritornando su un’ altra incredibile sentenza di un giudice, questa volta di Trento, che ha riconosciuto la bigenitorialità ad una coppia di gay, in quanto proprietari ( lo so che la parola è bruttina, ma è la verità, purtroppo) di due gemellini nati in Canada da un ovulo e da un utero di due donne diverse che hanno “donato” la loro maternità, in cambio certamente di un lauto compenso. Ecco perché i due omosessuali, secondo me , risultano essere innanzitutto proprietari dei bambini; mentre, secondo il giudice di Trento, sono entrambi genitori.

La sentenza stravolge, dunque,il decreto legge Cirinnà, da cui era stata stralciata persino la “stepchild adoption”, ovvero la possibilità di adottare da parte del compagno del padre biologico il bambino nato attraverso la maternità surrogata. Ma il giudice tridentino se ne frega della legge varata in Parlamento, poiché la considera incompleta e quindi, snaturando il principio fondamentale secondo il quale la magistratura dovrebbe limitarsi a giudicare in base alle leggi esistenti, equipara il partner al padre biologico. I due gay,infatti, si erano presentati in tribunale con il certificato rilasciato in Canada, dove la legge locale prevede appunto la bigenitorialità, ed avevano chiesto che la stessa gli fosse riconosciuta in Italia, nonostante che da noi la legge non la preveda.

Che astruso ragionamento ha, dunque, fatto il giudice di Trento per introdurre la via giudiziaria laddove il legislatore si era prudentemente fermato, proprio per non incentivare l’ affitto degli uteri femminili a livello internazionale e la conseguente importazione in Italia di bambini nati da questa pratica che quantomeno non dimostra rispetto per il corpo delle donne, ridotte a pure gestanti e private di ogni futuro legame con i loro figli? Beh, il giudice ha sostenuto che più importante del legame biologico tra genitori e figli (sancito dalla nostra Costituzione, oltre che dal senso comune,proprio per tutelare i minori), è il rapporto di tipo psicologico che si può instaurare anche in assenza del primo; e per questo motivo ha pensato giusto considerare il partner del padre biologico come un padre a tutti gli effetti. Ovviamente, sulla base di un certificato di nascita ottenuto in uno dei paesi dove la legge sancisce la bigenitorialità. Quindi, ancora una volta, si va a stabilire che gli omosessuali più ricchi (alla Niki Vendola, giusto per fare un esempio), che possono permettersi il costoso viaggio in Canada o in California per affittare un utero straniero, potranno presentarsi in tribunale al loro ritorno con il bebè e vedere i loro “diritti” riconosciuti anche in Italia; mentre i gay non benestanti, che sicuramente sono la maggioranza, si dovranno accontentare di quello che la legge Cirinnà attualmente gli permette di fare.

Ancora una volta viene spontanea la domanda: ma che razza di giustizia è questa?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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