Diversificare è meglio

austria La buona notizia è che le nostre forniture di gas, che arrivano dalla Russia passando per l’ Austria, sono assicurate, per cui non patiremo il freddo quest’ inverno. La cattiva notizia è che abbiamo rischiato davvero di restare coi termosifoni spenti e di doverci riscaldare coi camini a legna o le stufette elettriche; quindi, siamo messi male.

E’ successo che, a causa di un’esplosione nell’ impianto di distribuzione del gas a Baumgarten an der March, una cinquantina di chilometri a nord-est di Vienna, le forniture sono state temporaneamente interrotte. Ed è proprio questo il dramma italiano: noi dipendiamo da un unico fornitore, la Russia; e di conseguenza, se quel gasdotto ha un guasto come avvenuto in Austria pochi giorni fa o se un domani Putin o chi per lui decidessero di chiudere i rubinetti ( quelli della mia età ricorderanno bene cosa successe nel 1973, quando gli arabi produttori di petrolio ci costrinsero alle targhe alterne e a uscire dai cinema alle 21), beh, ci toccherebbe fare la doccia con l’ acqua fredda oppure fare una bella scorta di legna.

gas Personalmente mi fido molto più del gigante russo che non degli sceicchi musulmani, per ovvie ragioni di affinità culturale, ma non si sa mai; e quindi sarebbe bene diversificare, come ha detto anche Calenda, il nostro ministro dello Sviluppo Economico. Questa è un’ ovvietà che capirebbero tutti, se tutti avessero le rotelle al posto giusto. Invece capita che in Italia sia nato un nuovo movimento, chiamato No Tap, che vuole impedire con la forza proprio quello di cui si parlava dianzi, ovvero far arrivare nel nostro Paese un altro gasdotto proveniente dall’ Azerbaigian e che, dopo aver attraversato l’ Adriatico, passi per circa otto chilometri sotto terra in Puglia e si allacci alla rete nazionale. Ripeto: solo otto chilometri di tubi, tutti praticamente invisibili e compatibili con il meraviglioso ambiente pugliese.

Ecco perché i sostenitori del No Tap hanno iniziato a levare un polverone e a minacciare la rivoluzione: per questi otto chilometri e per qualche decina di olivi (i bellissimi olivi della Puglia) che saranno rimessi al loro posto una volta finiti i lavori. La questione, però, si è molto complicata, perché a dare manforte ai “notappisti” sono scesi in campo anche alcuni sindaci della provincia di Lecce con tanto di fasce tricolori, il solito Michele Emiliano presidente della Regione, che parla come un Masaniello capopolo, e, ovviamente, tutto il Movimento 5stelle pugliese.

Per questa volta, comunque, ci è andata bene: l’ impianto di Baumgarten an der March è stato rimesso in funzione nel giro di 24 ore grazie alla tradizionale efficienza teutonica, e il gas ha ripreso a correre nei tubi sotterranei fino nelle nostre case; per cui passeremo le feste di Natale al calduccio come tutti gli anni. Ma sicuramente persino Babbo Natale ci direbbe che, per stare più tranquilli in futuro, sarà meglio diversificare e cercare di finire i lavori in Puglia al più presto.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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