C’ era una volta il Natale

cacciari Il Natale – ha detto il filosofo Massimo Cacciari qualche giorno fa in un’ intervista al Giornale – è stato degradato a festa dei panettoni e dei pacchi-dono. Da una parte, infatti, abbiamo il materialismo dell’ uomo contemporaneo, devoto più all’ ultimo modello di I-phone che non alle immagini sacre, e dall’ altra “la scuola che abolisce il presepe nel segno del politicamente corretto, il parroco che ha paura di celebrare la messa di mezzanotte, la comunità che rinuncia ai canti tradizionali per non urtare l’altrui sensibilità”; ed ecco che della festa della Natività è rimasto ben poco.

Cacciari, per chi non lo sapesse, parla da non credente; ma ciò non toglie che per lui il cristianesimo sia ” una parte fondamentale del mio percorso, della mia vicenda, qualcosa con cui mi confronto tutti i giorni” ed il Natale “un simbolo che ha dato un contributo straordinario alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla nostra sensibilità”.

Chissà cosa avrebbe detto dell’ attuale involuzione della tradizione natalizia un altro celebre pensatore, il “corsaro” Pier Paolo Pasolini, che negli anni Sessanta vedeva il prendere forma della società dei consumi e lanciava gridi di allarme dalle pagine del Corriere della Sera. Pasolini era fortemente legato a quel mondo di origine contadina che celebrava regolarmente le feste religiose ed era era impregnato di fede cristiana fin nel midollo; un mondo in via di estinzione che egli si illuse di ritrovare nell’ umanità povera ma generosa delle borgate romane.

pacchi Certo è che oggi il vero antagonista del Natale non è più il consumismo, visto che da un decennio a questa parte, soprattutto in Italia, i consumi si sono ridotti al minimo indispensabile per la stragrande maggioranza della popolazione. Il peggior nemico del Natale è ormai la cultura “politically correct”, nata nei Paesi come la Francia e l’ Inghilterra, dove l’ immigrazione islamica ha numeri e anni ben maggiori che da noi, e adesso ampiamente diffusa anche in Italia; a partire dalle scuole elementari, dove le maestre e i loro dirigenti multiculturalisti hanno abolito i canti natalizi per evitare che i genitori dei bambini musulmani si mettano a protestare, magari lanciando accuse di islamofobia; accuse che sarebbero subito sostenute dai media “progressisti” e dalle associazioni pro-immigrazione, e probabilmente persino avvalorate da qualche magistrato fanatico dell’ integrazione a tutti i costi.

Se poi pensiamo a chi dovrebbe insegnare la religione nelle scuole, allora viene proprio da ridere. I nostri insegnanti di religione – lo dice sempre Cacciari – si limitano a divulgare nozioni elementari di educazione civica; e io aggiungerei che spesso le ore di religione a scuola diventano delle tranquille chiacchierate su temi che niente hanno a che fare con i veri problemi della fede (o dell’ assenza di fede) nella nostra epoca. Non a caso il numero degli studenti che scelgono l’ ora di religione diminuisce sempre di più: perché mai i ragazzi dovrebbero seguire delle lezioni dove chi insegna si limita a riproporre (in modo semplificato e annacquato) alcuni concetti già espressi dai prof di lettere o di filosofia?

Adesso veniamo a un tema di straordinaria attualità, il dialogo interreligioso, che è diventato un vero e proprio stendardo per i multiculturalisti sia laici che cattolici. In nome del dialogo interreligioso, infatti, l’ ambasciatrice della Ue Federica Mogherini si è coperta il capo con il velo quando è entrata nel parlamento iraniano come se fosse la semplice rappresentante di una Ong caritatevole; in nome del dialogo interreligioso papa Bergoglio e i leader dei Paesi europei non osano mai precisare che i terroristi autori delle recenti stragi sono islamici; in nome del dialogo interreligioso le moschee sono proliferate senza alcun controllo e in molte di esse si predica l’odio contro il mondo occidentale; in nome del dialogo interreligioso nelle grandi capitali europee sono sorti interi quartieri dove le donne vanno in giro coperte con i burqa ed esistono persino tribunali in cui vige la saharia, la legge coranica.

presepe Sempre in nome del dialogo interreligioso il Natale, nel senso originale di festa della nascita di Cristo, è stato praticamente abolito e sostituito con il Natale del panettone e del pandoro. E Cacciari ci ricorda che, paradossalmente, sono stati proprio i cristiani ad averlo soppresso.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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