Posts in: luglio, 2017

La tirannia del politically correct

th Che cos’è il “politically correct”? E’ la cultura oggigiorno dominante nei paesi europei (ma non dell’ Est) e nell’ area anglo-americana, che si è tenacemente radicata nelle istituzioni, nei grandi media, nelle università e perfino nelle scuole; che ha stabilito dei principi in origine appartenenti alla tradizione liberale, ma poi li ha trasformati in veri e propri tabù inviolabili, difesi con un linguaggio e una semantica specifici che talvolta rasentano il fanatismo ideologico.

E’ stato così per i diritti civili. All’inizio del secolo scorso ci furono battaglie sacrosante per estendere il diritto di voto alle donne, per garantire il diritto di sciopero ai lavoratori, per combattere le discriminazioni razziali. Nel corso degli ultimi anni, poi, tutto è diventato


I nostri vicini francesi

mattei Facciamo un ripassino di storia: i rapporti dell’ Italia post-risorgimentale con la Libia risalgono ai tempi di Giovanni Giolitti, che ne decise l’ occupazione (1911-1912), strappandola così all’ Impero turco-ottomano e facendola divenire colonia del Regno unito; successivamente fu il Duce a voler estendere la dominazione “imperiale” in quell’area, ma, oltre alla guerra, portò in Tripolitania e Cirenaica anche grandi infrastrutture, come la via Balbia, lunga 1800 chilometri, che ancora oggi esiste e funziona. Intorno agli anni Cinquanta l’ attivismo dell’ ing. Mattei e della sua creatura, l’ Eni, cominciò a suscitare l’ invidia di Francia e Inghilterra: le grandi potenze coloniali europee, ormai sulla via del declino, non potevano accettare che una nazione uscita sconfitta dalla seconda guerra


Non si vietano le idee

eur L’ apologia e la propaganda ai fini della ricostruzione del partito fascista sono un reato previsto dal nostro codice penale già dal 1952 (la cosiddetta legge Scelba). E allora che bisogno c’era di una nuova legge che il suo firmatario, on. Fiano, porterà presto in discussione e votazione alla Camera? Lui dice che oggi ci sono nuovi mezzi di comunicazione che renderebbero la propaganda delle idee mussoliniane molto più pericolosa di un tempo. Ma una cosa sono le idee, che in democrazia non possono mai essere considerate reati, altrimenti è la fine della democrazia; altra cosa sono le azioni, i fatti specifici che possono essere contestati da un magistrato ed eventualmente sanzionati, come la legge esistente già


Numero chiuso, ma non all’ università

matteo Giuro che avrei voluto parlare di qualcos’ altro, magari delle vacanze che stanno arrivando o del romanzo vincitore dell’ ultimo premio Strega, “Le otto montagne”; ma non sono ancora andato al mare e di conseguenza non ho ancora letto il romanzo sotto l’ ombrellone.

Sicché, mio malgrado, mi trovo quasi costretto a riprendere il discorso-tormentone dell’ estate 2017, l’ emergenza immigrazione, anche perché c’ è stato un vertice dei paesi Ue a Tallin, capitale dell’ Estonia, dove sono arrivati dei secchi No da tutti i nostri vicini e cugini (Francia e Spagna incluse) alla richiesta del governo italiano di spalmare gli arrivi dalla Libia su tutti i porti del Mediterraneo.

Quindi, niente da fare: i vertici di questa Ue