Un’ altra strage, un altro islamista

nizza Mohamed Salmene Bouhlel non era nato in Francia e non era un immigrato di seconda o terza generazione. Era arrivato in Francia dalla Tunisia nel 2011 ed aveva ottenuto il permesso di soggiorno perché aveva sposato una donna franco-tunisina. Suo padre vive ancora in Tunisia ed è un fondamentalista noto alla polizia locale. Per quanto Mohamed, a Nizza, non fosse stato schedato dalla forze di sicurezza come possibile terrorista, era già stato accusato di crimini contro la proprietà e di violenza.

Grazie all’ ospitalità offertagli dall’ accogliente Francia multiculturalista, Mohamed ha potuto noleggiare un camion pesante, raggiungere un’area affollata di gente per la festa del 14 luglio, ingannare i controlli (sic!) della polizia dicendo di essere lì per consegnare gelati ( perché mai non si dovrebbe credere a un simpatico tunisino che vuole consegnare gelati in mezzo alla folla?) e fare lo slalom con il suo tir a 80 all’ora per circa due chilometri nella Promenade des Anglais, con l’unico scopo di massacrare quanti più “infedeli” occidentali fosse possibile. Al grido di “Allah Akbhar”, Mohamed Salmene Bouhel è riuscito ad uccidere 84 persone e a mandarne all’ ospedale più di duecento, fino a quando è stato raggiunto dai colpi dei poliziotti francesi, ai quali poco prima aveva tranquillamente raccontato la balla dei gelati.

Anche se non c’è stata una rivendicazione diretta da parte dell’ Isis, sui siti islamisti hanno fortemente esaltato l’autore della strage, considerato un nuovo “martire” della jihad e per il quale, come è scritto nel Corano, sarebbe già pronta in paradiso un’alcova piena di vergini (una settantina, pare), disposte a soddisfare le voglie dell’ eroe per l’eternità; col beneplacito di Allah, ovviamente.

Dal famoso Islam moderato, di cui tanto parlano i sostenitori del multiculturalismo e del politicamente corretto, non sono pervenute condanne ufficiali, non ci sono state manifestazioni contro, non si sono levate grida di dolore per tutte le persone, tra cui una decina di bambini, barbaramente uccise. L’ unica voce autorevole di condanna è stata quella di Hocine Drouiche, vicepresidente degli imam francesi, che si è dimesso in polemica con i suoi stessi colleghi, dichiarando: “Le nostre istituzioni non fanno nulla per la pace”.

La Francia è un paese culturalmente sottomesso all’ Islam già da molti anni, da quando cioè milioni di immigrati musulmani sono stati fatti entrare liberamente, hanno avuto la cittadinanza, goduto del welfare e soprattutto di una grande accondiscendenza verso le loro tradizioni arcaiche; per poi scoprire che la maggior parte di essi non ha nessuna intenzione di integrarsi, visto che continua a mantenere una forma di religione praticamente medievale, basata sull’intolleranza, la violenza contro le donne e l’ odio verso la nostra forma di civiltà illuministica e liberale.

E i francesi, purtroppo, non hanno più la forza, sia militare che culturale, per difendersi ed estirpare dalla loro società il cancro del terrorismo islamico: il tragico ripetersi delle recenti stragi, nonostante lo stato di massima allerta, ce lo dimostra. Hollande è patetico e sfiora quasi il ridicolo quando continua a presentarsi in tv, davanti all’ opinione pubblica, con la voce rotta dalla commozione e l’imbarazzo di dover ammettere ancora una volta il suo fallimento.

Qualcosa dovrà necessariamente cambiare in Francia, ormai i cittadini francesi ne sono consapevoli e probabilmente le prossime elezioni presidenziali saranno l’occasione per loro di poterlo fare. E in Italia? Fino a quando non succederà niente di così grave anche da noi, continueremo a mantenere alto il livello di sicurezza nelle città, ma intanto lasceremo sbarcare sulle nostre coste migliaia di immigrati, in prevalenza nordafricani di religione musulmana, di cui non sappiamo assolutamente niente. Certamente la maggior parte di essi arriva solo con la speranza di un lavoro e una vita dignitosa; ma alcuni di loro, quando non avranno ottenuto né il primo né la seconda, potrebbero iniziare ad ascoltare con crescente attenzione i sermoni degli imam predicatori di odio e, quindi, decidere che devono vendicarsi degli occidentali, in un modo o nell’altro; e se non avranno un kalashnikov o una granata a portata di mano, gli basterà prendere un coltello da cucina e sgozzare il primo infedele che trovano per strada. Oppure guidare un’auto o un camion, e travolgere la folla; proprio com’ è successo a Nizza.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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