Stiamo lontani dalla Guerra Fredda

images-1 Ha proprio ragione il giovane filosofo Diego Fusaro, quando scrive che “i veri disastri finora li ha combinati Hilary Clinton e non Trump” (Il fatto quotidiano, 13 ottobre 2016). L’ ex Segretario di Stato americano fu, infatti, uno dei principali artefici dell’intervento militare in Libia nel 2001, che portò alla caduta e alla morte di Gheddafi, alla conseguente destabilizzazione di quella regione e, dulcis in fundo, alla più massiccia ondata migratoria degli ultimi anni che ora rischia di travolgere l’ Italia.

Se poi analizziamo la politica estera del presidente Barack Obama, vincitore di un premio Nobel per la pace dato sulla fiducia, dobbiamo constatare che la sua decisione di espandere ad est la Nato, includendo Polonia e Romania e persino le ex Repubbliche sovietiche sul Baltico, ha prodotto nuovamente un clima da Guerra Fredda che sembrava un capitolo chiuso per sempre, dopo la fine del comunismo e la caduta del Muro di Berlino.

Ecco perché l’ annuncio che pochi giorni fa il Segretario dell’ Alleanza Atlantica Stoltenberg ha fatto a Roma, riguardante la partenza di 140 soldati italiani il prossimo anno per la Lettonia, suona come il tentativo di voler innalzare ulteriormente la tensione con la Russia di Putin che giammai ha mostrato ostilità verso l’ Italia e più in generale verso l’ Europa occidentale.

Una dichiarazione, quella di Stoltenberg, che evidentemente ha il peso di un vero e proprio ordine, tanto che la ministra della Difesa Pinotti ha immediatamente dopo confermato l’ invio del contingente italiano, senza rendersi conto che così si sta trascinando il nostro Paese in una contesa che non ci appartiene, essendo la Russia odierna un nostro partner commerciale, ma soprattutto si sta gettando altra benzina sul conflitto provocato dalla dissennata politica estera di Obama.

Il Patto Atlantico fu firmato nel 1949 ed aveva una funzione difensiva, costituendo l’ Unione Sovietica di quegli anni una minaccia evidentissima per le democrazie europee. Ma dopo la caduta dell’ URSS e la fine del patto di Varsavia (l’alleanza militare dei Paesi comunisti), la NATO ha continuato ad esistere perché l’ Europa politica non ha mai visto la luce e quindi non si è dotata nemmeno di una difesa autonoma, preferendo restare sotto l’ombrello protettivo della smisurata macchina da guerra americana. Le cose sono filate lisce durante le presidenze di Reagan e Bush senjor, ma hanno iniziato a complicarsi a causa della politica imperialistica intrapresa da Bush figlio, con la sua disastrosa guerra in Iraq, e poi continuata da Obama, che ha provato a far cadere il presidente Assad in Siria, sostenendo così la nascita dell’ Isis, ed è riuscito ad abbattere il regime di Gheddafi, la cui presenza era una garanzia per l’ Italia.

Tenerci lontani dalla disputa tra Obama e Putin, che finirà solo con l’ esacerbarsi se Hilary Clinton vincesse le elezioni, dovrebbe essere un obiettivo immediato e irrinunciabile della nostra politica estera. Non è certo la Russia a minacciare l’ Italia, la Francia o la Germania

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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