Se la scuola crolla

download (9) La scuola di Amatrice, da poco ristrutturata con una spesa di circa 700 mila euro e venuta giù come fosse stata costruita con la sabbia al posto del cemento, è una delle immagini più angoscianti che abbiamo visto in questi giorni alla tv: se il terremoto si fosse scatenato fra un mese, di mattina, ci sarebbe stata una terribile strage di bambini proprio a scuola, un’ istituzione che dovrebbe educarli e al tempo stesso proteggerli.

E invece, come già successo in passato, l’edificio scolastico è crollato (grazie a Dio, di notte e durante le vacanze estive), a dimostrazione del fatto che le scuole italiane non sono dei luoghi sicuri per chi ci lavora e soprattutto per i giovani che ci vanno a studiare.

Pare che il 70% circa di tutti gli edifici scolastici non sia a norma antisismica. Ma io ho l’impressione che questo è un dato fin troppo ottimistico, perché se un qualsiasi genitore chiede al dirigente scolastico se la scuola dove intende iscrivere il figlio è sicura, difficilmente avrà una risposta certa. Eppure all’inizio di ogni anno, nelle classi di qualsiasi ordine, si procede al rito prescritto dagli esperti della sicurezza, per cui su un foglio si scrive chi è il bambino/ragazzo “apri-fila” e chi è quello “chiudi-fila”, perché in caso di terremoto, dopo le scosse, gli studenti dovrebbero uscire ordinatamente dagli edifici in fila indiana, seguiti dai loro insegnanti. Ma se durante il terremoto, il soffitto crolla sugli studenti e gli insegnanti, perché la loro scuola è stata costruita fregandosene della normativa oppure è un edificio vecchio mai ristrutturato, ebbene, in quel caso non ci sarà nessuna fila umana ad uscire in ordine dalle classi: quei poveri disgraziati resteranno sepolti tutti sotto le macerie.

Ma che fine ha fatto la “Buona Scuola”? Il premier Renzi non aveva annunciato già per l’estate del 2015 un piano di lavori eccezionale per gli edifici scolastici di tutta Italia? Allora, vogliamo dire le cose come stanno? La riforma così tanto sbandierata, che ha il nome di “Buona Scuola”, altro non è stato che un grande piano di assunzioni, grazie al quale migliaia di insegnanti precari sono stati trasformati in insegnanti a tempo indeterminato. Forse si è trattato di un’operazione doverosa nei riguardi di tante persone che nella scuola lavoravano da anni ma senza la garanzia del posto fisso, e forse è stata solo una decisione andata ad incrementare l’ enorme esercito dei dipendenti pubblici (il rapporto numerico studenti-docenti in Italia è tra i più alti d’ Europa).

In ogni caso, la Buona Scuola ha fatto molto poco sul versante degli studenti, ovvero, per migliorare la qualità dell’insegnamento e modernizzare i corsi di studi collegandoli col mondo del lavoro; ed ha fatto praticamente niente per l’edilizia scolastica, affinché i vecchi edifici obsoleti non possano un giorno trasformarsi in tombe di calcestruzzo per i nostri figli.

La foto della scuola elementare di Amatrice, ridotta a un cumulo di macerie, è diventata allora un’icona, un monito che deve inchiodare i nostri governanti alle loro responsabilità e insieme ricordargli che gli italiani sono veramente stufi dei loro inutili annunci.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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