Il killer di Orlando

Omar mateen La strage di Orlando (49 morti e 53 feriti) è ormai diventata un problema linguistico. Eh sì, perché, nonostante i messaggi telefonici di Omar Mateen, in cui dichiarava la sua fede musulmana-integralista, e nonostante il suo riconoscimento “ufficiale” da parte dello Stato islamico (Isis), a partire dal presidente Obama è stato tutto un complicato gioco di interpretazioni e mascheramenti semantici, per cui le vittime sarebbero state ammazzate da un omofobo o da uno psicopatico o da uno che andava girando armato grazie alle leggi statunitensi che garantiscono la vendita delle armi.

Secondo le teorie di Obama, riprese dai grandi media americani e poi rimbalzate acriticamente su quelli nostrani, Omar Mateen era, dunque , nell’ ordine, uno che detestava i gay e, infatti, i media ci hanno ripetuto il racconto, fatto dal padre, secondo il quale Omar si infuriava se vedeva due uomini baciarsi; era praticamente schizofrenico, visto che lui stesso usava frequentare il Pulse (la discoteca luogo della strage) per rimorchiare omosessuali, e quindi aveva una doppia personalità, una in conflitto con l’altra, come i serial killer di tanti celebri film e serial tv; infine, aveva potuto legalmente acquistare un AR-15, ovvero un fucile semi-automatico capace di sparare un centinaio di colpi in pochi minuti. Le cause della strage sarebbero, quindi, da ricercare in una visione distorta dell’omosessualità, in un disturbo della personalità e, ovviamente, nella vigente legge sulle armi (che guarda caso Obama sta cercando di far abolire).

L’ aspetto incredibile di questa interpretazione è che omette di nominare il dato fondamentale che oggettivamente lega il fattore A (l’omofobia) con il fattore B (la psico-sociopatia) e con il fattore C (l’uso delle armi da guerra). Sto parlando, ovviamente, del fatto che Omar Mateen fosse innanzitutto un terrorista islamico, un soldato dell’ Isis, un aspirante martire jihadista che, come tutti quelli del suo stampo che abbiamo visto in azione da San Bernardino al Bataclan, odiava il mondo occidentale e le sue manifestazioni culturali e sessuali (tra cui l’omosessualità, che in tutti i paesi dove vige la legge coranica viene brutalmente repressa). Egli era, quindi, una persona gravemente disturbata da un punto di vista mentale e sociale (se non lo fosse stato, perché mai sarebbe diventato un terrorista ed avrebbe ammazzato tanta gente?), e si era procurato un’ arma da guerra perché si sentiva, appunto, in guerra contro l’ Occidente; se non ci fosse riuscito, avrebbe probabilmente usato un coltello, come ha fatto quel maghrebino che, pochi giorni fa, in Francia, ha ucciso un ufficiale di polizia e poi gli ha sgozzato la moglie.

Non mi sembra che ci sia molto altro da aggiungere, se non ribadire, giusto per chiamare le cose col loro nome, che Omar Mateen era un terrorista islamico, poi era anche omofobo e fuori di testa. Se non fosse vissuto in Florida, dove si può comprare un fucile al supermarket, si sarebbe armato di un’ascia o di un pugnale o magari soltanto di un trincetto e avrebbe ugualmente portato a termine quel maledetto disegno criminale ispirato dalla sua religione: uccidere gli infedeli e guadagnarsi la vita eterna nel paradiso di Allah.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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