L’ ultimo dei comunisti

castro
Se n’ è andato Fidel Castro, l’ ultimo bastione del comunismo novecentesco, colui che era riuscito a rifare l’ Unione Sovietica nella splendida isola caraibica di Cuba, da quando nel 1959 costrinse alla resa il dittatore Fulgencio Batista e poi, nel giro di qualche mese, diventò il lìder maximo, ovvero primo ministro, segretario del partito e infine persino presidente della Repubblica.

Insomma, per i cubani si passò dalla padella alla brace, dalla dittatura di Batista, che aveva reso l’ isola un immenso casinò, al regime castrista che non portò democrazia e benessere, bensì il totalitarismo con tutte le sue belle prigioni politiche, le deportazioni di massa, le torture e le persecuzioni ideologiche.

Eppure, se ci pensiamo bene, la sopravvivenza di quel regime comunista a soli 150 chilometri dalle coste USA è stata quasi un miracolo, visto che nessun presidente americano, da Eisenhower a Kennedy, Reagan, Nixon, Bush e Obama è mai riuscito ad abbatterlo. Castro ha governato, o meglio regnato come un monarca assoluto; sostenuto economicamente dall’ URSS fino alla sua caduta nel ’91 e più recentemente dal Venezuela; ammirato dalla sinistra europea che esaltava la qualità del servizio sanitario cubano ma se ne fregava delle migliaia di prigionieri politici ed oppositori che venivano torturati o costretti ad espatriare; coccolato persino da personaggi eccentrici come l’ex asso del pallone Maradona (che si è fatto tatuare la faccia di Che Guevara, un altro dei rivoluzionari barbudos compagni di Fidel); persino fortunato perché, come Hitler, è sempre riuscito a sopravvivere ai diversi tentativi di eliminarlo fisicamente.

Che pensare allora? Se non esiste un santo comunista in paradiso che lo ha protetto, allora ci sarà un demone all’ inferno che gli ha sempre tolto le castagne dal fuoco. A ben pensarci, però, decisamente il secondo, visto che nell’ ottobre 1962, proprio a Cuba, si stavano per spalancare le porte dell’ inferno nucleare, quando Castro permise ai sovietici di installare nella sua bella isoletta alcune testate atomiche, capaci di colpire Washington e le principali città americane nel giro di pochi minuti. La Guerra Fredda non fu mai così spinta sul punto di incendiarsi come durante quei tredici giorni che, per nostra fortuna, si conclusero con un compromesso tra Kennedy e Kruscev.

Diciamo la verità: oggi in Florida ci sono migliaia di profughi cubani che festeggiano la morte di Fidel Castro sventolando la loro bandiera nazionale, ma come dargli torto?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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