I patrioti di Gorino

download-2 Se la carità fosse un obbligo, sarebbe una tassa e non un atto di libera generosità. Così pure è per l’ accoglienza, che il ministro dell’ Interno e i suoi prefetti vorrebbero imporre finanche ai paesini di montagna o ai borghi della valle del Po. E allora i cittadini di Gorino, frazione di Goro, che si sono ribellati all’ arrivo di un gruppo di donne africane (alle quali certamente si sarebbero presto uniti mariti, fratelli, sorelle e parenti prossimi) e che i media italiani hanno accusato di razzismo, hanno agito in nome di un principio fondamentale che trova la sua formulazione precisamente nell’art. 52 della nostra Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Perché Patria è il territorio nazionale definito dai suoi confini (limes), ed è Patria anche il più piccolo borgo d’ Italia su cui i cittadini che lo abitano sono sovrani, nel rispetto delle leggi dello Stato, ma proprio per questo liberi di decidere chi e come ospitare in casa loro. E se lo Stato assume il volto autoritario di un’ ordinanza prefettizia, che pretende di scavalcare la volontà popolare in nome della sua ragione, allora la disobbedienza civile non solo è lecita ma è segno di vero patriottismo.

Gli abitanti del civilissimo borgo di Gorino ( dove vivono e lavorano in pace operai stranieri da molti anni, perfettamente integrati e amalgamati) hanno semplicemente rivendicato il loro diritto a decidere di se stessi, del loro futuro, del loro territorio. Non si sono rivoltati contro l’ immigrato in quanto tale o per il colore della sua pelle, ma si sono opposti alla cosiddetta “politica dell’ accoglienza”, a causa della quale i confini dell’ Italia non esistono più perché sono stati aperti a chiunque voglia entrare e le cui conseguenze disastrose ricadono sulle comunità locali, senza nemmeno interpellarle ed ascoltare le loro valutazioni.

Quel prefetto, dunque, che ha offeso gli abitanti di Gorino, prima cercando di imporre loro la presenza indesiderata degli immigrati e poi dicendo che dovrebbero espatriare nell’ Ungheria del muro anti-immigrazione, è venuto meno al suo ruolo istituzionale principale, ovvero la difesa degli interessi degli italiani che lavorano e pagano le tasse, e quindi anche il suo cospicuo stipendio.

Chi ha deciso la politica dell’ accoglienza mettendo a rischio la sicurezza degli italiani, visto che ormai nel nostro Paese possono liberamente circolare clandestini malati di tubercolosi come pure potenziali terroristi, un giorno sarà chiamato a rispondere della scelta di aprire le porte a oltre 150 mila persone arrivate solo quest’anno, di cui solo una piccolissima parte è composta da rifugiati politici che avrebbero diritto all’ asilo.

L’ invasione proveniente dal nord Africa, ormai è certo, non si fermerà più; a meno che l’ UE non prenda la decisione di bloccare in mare il suo flusso, anziché raccogliere i migranti per poi scaricarli nei porti italiani. Bisogna andare in Libia e fermare le partenze. Non c’è altra soluzione. La soglia della tollerabilità in Italia è stata ormai ampiamente superata, e la ribellione dei cittadini di Gorino lo dimostra.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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