Era meglio il tricolore

download (8) Perché Elisa Di Francisca, la nostra bravissima fiorettista, dopo aver vinto la medaglia d’argento a Rio, ha deciso di sventolare la bandiera azzurra della UE anziché il tricolore nazionale? Lei stessa ha dichiarato di averlo fatto per ricordare le vittime di Parigi e di Bruxelles, e per indicare che contro il terrorismo bisogna essere uniti. Quindi concediamole pure il beneficio delle buone intenzioni e soprattutto il rispetto che un’ atleta del suo calibro merita da noi tifosi.

Ma proprio per questo, vorrei chiederle altrettanto rispetto per tutti quegli italiani che hanno iniziato ad amare la scherma grazie alle imprese di ragazze come lei; grazie alle medaglie che loro hanno conquistato negli ultimi due decenni; grazie al coraggio, alla forza, alla passione che hanno dimostrato di possedere.

Le ragazze della scherma sono oggi l’ espressione più alta e più elegante dello sport italiano. Il loro essere squadra, anche in uno sport fondamentalmente individualista, ci ha insegnato che ci si può ancora riconoscere in un’idea collettiva. La gioia e l’entusiasmo che le Vezzali, le Trillini, le Arrigo, le Di Francisca ci hanno trasmesso sono stati pari soltanto a quelli dei momenti più belli della nostra Nazionale di calcio.

Certamente non potremo mai dimenticare un’altra straordinaria protagonista dello sport italiano di questi anni, Francesca Pellegrini, che proprio a Rio ha avuto l’ onore di sfilare reggendo il tricolore alla parata dell’inaugurazione. Lo stesso tricolore che Valentina Vezzali portò orgogliosamente nello stadio di Londra per l’inaugurazione dei giochi del 2012.

Ebbene, cara e bravissima Elisa Di Francisca, forse dovresti rileggere le pagine più importanti riguardanti la storia della nostra Nazione, per capire che il tricolore ha avuto ed ha un valore simbolico drammaticamente importante e che veramente, al di là di ogni possibile retorica, si giunse all’ unificazione d’ Italia grazie al sangue versato da tanti giovani come te.

Vorrei qui ricordartene uno solo: Goffredo Mameli, noto a tutti per essere l’autore dei versi del nostro inno, “Fratelli d’ Italia”; quella canzone che tu sicuramente canti insieme a tutti gli atleti italiani quando salite sul podio a ricevere il riconoscimento dei vostri sforzi e del vostro enorme impegno di sportivi. Ebbene, Goffredo Mameli morì a soli 22 anni combattendo a Roma, nel 1849, per la difesa della Repubblica e per l’ideale nazionale.

Hai ragione, quando dici che il terrorismo (aggiungo, islamico) si sconfiggerà solo con l’unione di tutta l’ Europa (e io direi, di tutto il mondo civile). Ma quando sali sul podio per essere premiata e viene suonato l’inno italiano, non dimenticare che sulla tua divisa c’è stampato il nostro tricolore e che hai gareggiato in nome dei tifosi italiani. I tedeschi, i francesi, gli olandesi e tutti gli altri hanno i loro vessilli, e giustamente sventolano solo quelli al momento della vittoria.

Lo sport è una grande metafora dell’esistenza umana, fatta di speranze,fatica, sconfitte e qualche vittoria; non a caso gli antichi Greci, che l’hanno inventato, lo associavano alle feste religiose, tra cui la più importante era quella che si teneva appunto ad Olimpia. Ecco perché i popoli si ritrovano ancora oggi a celebrare questo rito che certamente non è più religioso, ma non è semplicemente sportivo: le Olimpiadi sono anche una manifestazione culturale, civile e per certi versi politica, visto che i Paesi che vi partecipano vogliono mostrare al mondo la loro grandezza attraverso il numero delle medaglie vinte.

Quando hai sventolato la bandiera della UE, che non è una nazione, tanto è vero che non ha una sua squadra di atleti come non ha neppure un esercito e una comune politica estera, ma solo delle regole di bilancio e di finanza comuni, cara Elisa, hai involontariamente tolto una meritatissima medaglia al tuo Paese e l’ hai offerta a un’entità astratta, fatta soprattutto di burocrati e alti funzionari. Il tuo popolo, i tuoi affezionati tifosi italiani, credimi, ne hanno sofferto.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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