Posts in: luglio, 2016

Un’ altra strage, un altro islamista

nizza Mohamed Salmene Bouhlel non era nato in Francia e non era un immigrato di seconda o terza generazione. Era arrivato in Francia dalla Tunisia nel 2011 ed aveva ottenuto il permesso di soggiorno perché aveva sposato una donna franco-tunisina. Suo padre vive ancora in Tunisia ed è un fondamentalista noto alla polizia locale. Per quanto Mohamed, a Nizza, non fosse stato schedato dalla forze di sicurezza come possibile terrorista, era già stato accusato di crimini contro la proprietà e di violenza.

Grazie all’ ospitalità offertagli dall’ accogliente Francia multiculturalista, Mohamed ha potuto noleggiare un camion pesante, raggiungere un’area affollata di gente per la festa del 14 luglio, ingannare i controlli (sic!) della polizia dicendo di essere lì per consegnare


A Fermo, la cronaca nera diventa odio razziale

fermo Che il povero Emmanuel Chidi Namdi avesse tutte le ragioni di questo mondo per incavolarsi e reagire alla bruttissima offesa (“scimmia africana”) rivolta da Amedeo Mancini a sua moglie, è sicuro come due più due fa quattro. Che Amedeo Mancini, l’ assassino, fosse anche un cafone, un bullo da strada nonché un ultrà del calcio, già sottoposto a provvedimenti restrittivi, è un altro dato di fatto indiscutibile.

L’ indagine non è ancora chiusa, ma al momento di certo c’è solo che Emmanuel, nella violenta colluttazione, si è preso un micidiale pugno in faccia, è caduto in terra, sbattendo la testa sul duro marciapiedi, come il medico patologo ha dichiarato, ed ha perso la vita, lasciando


La mattanza di Dacca

dacca Al mattatoio dell’ Isis a Dacca si muore se non si conoscono a memoria i versetti del Corano o si vive se le donne sono debitamente velate e gli uomini dimostrano la loro fedeltà al Profeta Maometto. Più o meno allo stesso modo, così racconta Primo Levi in “Se questo è un uomo”, si moriva o si viveva ad Auschwitz per un sì o per un no, quando i massacratori delle SS interrogavano i prigionieri appena scesi dai vagoni in cui erano stati costretti a viaggiare per giorni senza cibo né acqua.

La logica islamista è strettamente riconducibile a quella nazista. Il loro disprezzo per le vite degli altri raggiunge il livello di massima aberrazione: per i terroristi del Califfo,