Ricordando Valeria

valeria Se dovessi fare l’elenco degli eventi che hanno segnato il 2015, certamente ne verrebbe fuori un quadro generale davvero tragico, dovuto soprattutto all’ attacco feroce che il terrorismo islamista ha portato all’interno del nostro mondo.

E se dovessi scegliere un’ immagine per rappresentare tutto questo, non ho dubbi che prenderei il volto di Valeria Solesin, la giovane italiana uccisa al Bataclan di Parigi, e lo guarderei come si guardano le icone antiche. Perché nel volto di quella ragazza io ci vedo un modello di intelligenza e di bellezza femminile, che purtroppo il martirio ha ammantato con un velo di sacralità.

Valeria era una brillante studentessa di sociologia che stava perfezionando i suoi studi alla Sorbonne, una delle più prestigiose università europee, una delle più antiche, una vera e propria casa della Cultura francese: del razionalismo, dell’ illuminismo, dello strutturalismo. A quella tradizione di pensiero, tutto il mondo occidentale deve moltissimo: basterebbe ricordare i nomi di Cartesio e di Voltaire per dire quanto noi siamo figli di quel modo di conoscere la realtà, di concepire la libertà, di stabilire rapporti tra le persone e tra i popoli.

Valeria era veneziana, e questo ci deve ricordare che Venezia è sempre stata un’altra patria per la cultura e gli uomini liberi, i viaggiatori, i mercanti, gli artisti. Se penso a Venezia e a Parigi, mi viene in mente Carlo Goldoni che, dopo aver scritto le commedie più belle del Settecento nella sua città, sentì il bisogno di andare a Parigi, la capitale d’ Europa, a far conoscere la riforma del teatro. Goldoni fu ospitato con tutti gli onori a Versailles e nel 1789 vide con i propri occhi lo scoppio della Rivoluzione francese. Pur vivendo nel mondo dell’aristocrazia, però, era stato un critico implacabile dei suoi costumi in opere straordinarie come “La bottega del caffè” o la “Locandiera”.

Chissà se Valeria Solesin sarebbe diventata un giorno una famosa sociologa e avrebbe scritto libri importanti. Sicuramente aveva le qualità per farlo e la volontà di continuare a studiare con il massimo impegno. Come lei, ci sono tante ragazze che amano la vita e, come la Mirandolina di Goldoni, si sentono libere di decidere del loro futuro. Per questo non si fermano nella città dove sono nate, ma cercano opportunità di crescita e di affermazione anche all’estero. Viaggiano per studiare, per migliore la loro condizione lavorativa, per incontrare gente interessante e imparare le lingue.

Queste giovani donne non si faranno certamente paralizzare dai terroristi, che le vorrebbero vestite col burqa e chiuse in casa. Esse non rinunceranno ai loro ideali e al loro modo di vivere; perché sono forti, intelligenti e hanno un grande coraggio. E il volto sorridente ma deciso di Valeria Solesin sta a ricordarcelo.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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