Il patto col diavolo

Dopo l’accordo di Losanna raggiunto tra le delegazioni degli Stati Uniti e dell’ Europa da una parte e , dall’altra, dell’ Iran guidato dagli Ayatollah, siamo più lontani o più vicini alla possibilità di una guerra nucleare? A sentire la dichiarazione del presidente Obama, ripetuta poi dalla flebile voce della Mogherini, la minaccia è stata scongiurata perché l’accordo, che sarà dettagliato nero su bianco nei prossimi mesi, impedirà all’ Iran l’arricchimento dell’uranio utile alla fabbricazione della bomba e, invece, lo costringerà ad avvalersi del nucleare solo per scopi civili.

Di parere totalmente discorde è il leader israeliano Netanyahu, appena rieletto, convinto che gli iraniani proseguiranno sulla strada da loro in passato sempre pubblicamente dichiarata, ovvero la volontà di distruggere Israele e di cancellarlo definitivamente dalle carte geografiche. Lasciare che in Iran 6000 centrifughe continuino a lavorare ininterrottamente per produrre energia nucleare, significherebbe, dunque, che presto gli Ayatollah saranno in grado di determinare un altro Olocausto, alla faccia delle promesse e dei patti.

I paesi europei, dopo una breve incertezza della Francia, hanno seguito la scia della politica di Obama, le cui decisioni dovranno comunque essere ratificate dal Congresso americano. Ma oltre alla comprensibilissima opposizione di Israele ( chi di noi potrebbe continuare a vivere tranquillamente se un nostro vicino di casa, che per anni ci ha minacciato di morte, dovesse comprarsi un bazooka?), sono rimasti sconcertati i paesi arabi sunniti che proprio in queste ultime settimane hanno organizzato una vasta coalizione per contrastare l’avanzata dell’imperialismo iraniano sciita nello Yemen.

Paradossalmente, Obama, anziché sostenere i paesi arabi, come la Giordania e l’ Egitto, che sono nemici dichiarati del fondamentalismo e del terrorismo, si è mosso per stringere un patto con l’ Iran degli Ayatollah, antisemiti e antioccidentali giurati, ma nemici dell’ Isis.E Obama vuole combattere lo Stato islamico senza inviare soldati americani sul suolo, per questo l’accordo con l’Iran è per lui la soluzione ideale: abbia pure il suo nucleare, purché faccia la guerra al Califfato.

E Israele? In questo quadro di riassetto degli equilibri mediorentali, la sicurezza dello Stato d’Israele potrebbe non essere più così importante per l’amministrazione Obama, come lo era stata in passato. Allora, necessariamente, Israele dovrà provvedere alla propria autodifesa, come ha praticamente sempre fatto da quando l’ Onu ha sì garantito la sua ricostruzione alla fine della seconda guerra mondiale, ma non la sua sopravvivenza.

Il presidente Obama sta trascinando l’ Europa su un doppio binario dagli esiti molto incerti: prima le sanzioni contro la Russia che, come sappiamo, hanno danneggiato soltanto le nostre esportazioni, e adesso il via libera dato al nucleare iraniano che drammaticamente rievoca la politica di “appeasement” dell’ Inghilterra e della Francia verso la Germania nazista nel 1938.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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