Il Forteto degli orrori condannato

Finalmente si è chiuso a Firenze con una dura condanna ( 17 anni anni e mezzo di carcere a Rodolofo Fiesoli e pene inferiori ad altri suoi 16 fedelissimi) il processo di primo grado contro il fondatore della cooperativa-setta-gulag il Forteto, dove per anni si sono consumati abusi sessuali e violenze di ogni tipo su minori, in nome di una folle ideologia che metteva insieme comunismo, omosessualità e religione.

Nella comunità, per circa trent’anni, sono stati mandati bambini vittime di violenze in famiglia che poi finivano col diventare nuovamente vittime dei loro genitori affidatari, tutti membri della setta e seguaci di Fiesoli, il guru che voleva “liberare” i piccoli dagli oltraggi subiti imponendogli rapporti omosessuali e un puro stile di vita cattocomunista, fatto di interrogatori, confessioni estorte, punizioni corporali, intimidazioni.

Una vera e propria storia degli orrori, che purtroppo ha ricevuto negli anni la fiducia dei magistrati minorili, il consenso degli assistenti sociali incaricati della sorveglianza dei bambini e finanche il sostegno politico delle istituzioni locali, tutti affascinati dal finto umanitarismo e dalle idee rivoluzionarie del fondatore. Così al Forteto, nel corso del tempo, ci sono passati tanti big della sinistra toscana e della sinistra nazionale, come Piero Fassino o il pacifista arcobaleno Alex Zanotelli, convinti che sulle verdi valli del Mugello si stesse realizzando un grande esperimento di pedagogia libertaria alla Don Milani (maestro di Fiesoli e degli altri “educatori”).

Se la politica non si accorgeva di nulla o fingeva di non accorgersene, al punto che l’ex presidente della Regione, Claudio Martini, chiuse proprio al Forteto una delle sue campagne elettorali, anche la magistratura ha avuto gravi responsabilità, visto che diversi presidenti di tribunali minorili hanno continuato ad affidare bambini a Fiesoli,pur avendo ricevuto testimonianze di violenze subite da lui e dai suoi compagni di merende.

Mentre a Roma esplode il caso di Mafia capitale con le cooperative rosse di Salvatore Buzzi che facevano sporchi affari su rom e immigrati, a Firenze il processo alla setta cattocomunista del Forteto rivela che anche nella Toscana felix delle giunte di sinistra era possibile praticare l’orrore e mascherarlo con l’ ideologia della solidarietà. Si chiude definitivamente qui il capitolo della pretesa superiorità morale di quella parte politica.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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