Habemus papam

Verrebbe quasi da parafrasare Benedetto Croce e azzardare che non possiamo non dirci tutti demo-cristiani. Ma in fondo che male c’è ad eleggere un presidente della Repubblica che rassomiglia a Gronchi almeno nel look, considera Moro il suo maestro e venera De Gasperi appena un pochino meno di S. Francesco protettore d’ Italia?

Perché è stato questo il capolavoro machiavellico-renziano: non tanto l’ aver messo in un angolo Berlusconi, che si mostra incazzato giusto per seguire il copione dell’interminabile polpettone cinematografico da Viale del tramonto, o l’ aver ricondotto Alfano all’obbedienza istituzionale visto che di mestiere fa il ministro degli Interni di un governo di coalizione e non il sovversivo; quanto l’ aver definitivamente tolto di mezzo (ovvero rottamato, come si diceva fino a qualche mese fa) i papabili candidati ex-comunisti da Veltroni a Fassino, Chiamparino e Finocchiaro,per non parlare poi di Rodotà che ormai non piace nemmeno ai 5stelle.

Insomma, sul Quirinale la bandiera con la falce e martello è stata definitivamente ammainata e, dopo il pensionamento e la probabile beatificazione di Napolitano, che è stato nonostante la sua fede un degnissimo capo dello Stato, non avremo mai più in futuro né presidenti e neppure candidati alla presidenza che siano ex, post, semi o tuttora comunisti.

Ecco perché l’ elezione di Mattarella è una gran bella notizia che dovrebbe far rallegrare tutti gli italiani liberali e moderati: la Sinistra vera, quella cosa che sopravvive solo nelle minoranze del Pd e nei centri nevralgici del sindacato rosso, ormai non conta un fico secco, visto che non riesce a bloccare le riforme che in parlamento vanno avanti grazie anche al centrodestra nelle sue multiformi configurazioni (vedi Italicum) e, per quanto riguarda il nuovo presidente della Repubblica, è stata costretta a masticare un boccone amarissimo, come quello di Mattarella, totalmente estraneo al suo Dna, che le si piazzerà di traverso in gola e potrebbe portarla dritto all’ obitorio.

Per noi liberali, conservatori, moderati eccetera, la tragedia sarebbe stata avere un Veltroni o peggio ancora un D’Alema al vertice dello Stato. Persino Amato avrebbe significato una mezza sconfitta. Invece Mattarella è uno di noi, diciamocelo francamente: in Europa è idealmente nel nostro stesso partito, quello dei Popolari; crede come noi in Dio, nella famiglia e nella democrazia; è stato e sempre sarà anticomunista e antifascista. Meglio di così, se si esclude il grande Mario Draghi, non poteva andarci.

Berlusconi lo sapeva bene, ma è un impulsivo e quindi all’inizio, come sempre, si è fatto prendere la mano e ha detto di no. Ma poi ha capito che, chi come lui è sul viale del tramonto, o esce di scena degnamente o esce di scena e basta; allora ha ordinato ai suoi: “votare scheda bianca”, che in realtà era un messaggio cifrato per dire: “viva lo scudo crociato”. Mentre una figuraccia vera e propria, purtroppo, è stata quella di Alfano: com’è possibile che non abbia intuito da subito che Sergio Mattarella era anche il suo (e di Ncd) candidato ideale? E’ pure siciliano…

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

3 Comments

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  • Pedibus compensanda est memoria

    pedibus 5 anni ago Reply


  • Caput imperare, non pedes…

    Roberto 5 anni ago Reply


  • Ab equinis pedibus procul recede

    Equinis 5 anni ago Reply


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