Accordo con l’Iran: un bene o un male?

Già in passato a Vienna, precisamente nel bellissimo castello di Schoenbrunn, si tenne un congresso tra le principali potenze, che portò all’ Europa un secolo di pace (a parte qualche conflitto locale come il nostro Risorgimento) fino allo scoppio della Grande Guerra. Quindi l’ accordo che è stato appena siglato tra le 5+1 potenze mondiali e l’Iran sulla questione del nucleare, apparentemente, nasce sotto buoni auspici e, se dovesse veramente garantire stabilità in quel Medio Oriente che è l’attuale “polveriera del mondo”, sarebbe un successo di portata geopolitica epocale e non soltanto per il presidente Obama che l’ha così fortemente voluto.

Vero è, sempre per ritornare alla storia passata, che nel settembre 1938 a Monaco fu siglato un altro famoso accordo, tra la Francia e il Regno Unito da una parte e la Germania nazista e l’Italia fascista dall’altra, accordo che concesse ampia fiducia ad Hitler nell’illusione di contenere la sua follia bellicista. Con il risultato che, nel giro di un anno, Hitler fece carta straccia del patto di Monaco e invase la Polonia, dando inizio alla seconda guerra mondiale.

Il presente accordo di Vienna prevede la moratoria di dieci anni all’ Iran per la costruzione di armi atomiche e contemporaneamente la sospensione nei suoi confronti dell’embargo internazionale che ha prodotto enormi danni alla sua economia e sofferenze alla popolazione. L’ Iran, inoltre, potrà ritornare in possesso di circa 100 miliardi di dollari finora congelati nelle banche straniere per via delle sanzioni internazionali e, soprattutto, riprendere ad esportare il greggio e fare affari con il resto del mondo. Un accordo, dunque, molto vantaggioso per l’ Iran che, da “stato canaglia” finanziatore del terrorismo islamico qual era, potrebbe ora diventare una potenza regionale con l’avvallo degli USA, Cina, Francia, Inghilterra, Russia e Germania. Perché questa è la scommessa del presidente Obama: che l’ Iran sciita, guidato oggi dal moderato Rouhani, voglia avviarsi verso un futuro di pace e di collaborazione con l’Occidente soprattutto per contrastare i tagliagole dell’ ISIS sunnita. Quindi Obama, da sempre sostenitore del ritiro delle forze americane in Medio Oriente, spera di trovare nell’ Iran, che un tempo era il primo nemico degli USA ( considerati il ” Satana occidentale”) un nuovo alleato, se non proprio un amico.

Una scommessa geopolitica straordinaria che, peraltro, Obama dovrà far digerire al Congresso degli Stati Uniti, dove i suoi oppositori repubblicani gli daranno battaglia nel tentativo di non far ratificare l’accordo e che si gioca in primis sulla pelle degli israeliani, da sempre minacciati di morte dagli ayatollah iraniani. Non a caso, il più forte oppositore all’accordo di Vienna è Benjamin Netanyahu, capo del governo d’Israele, che teme per il suo popolo un futuro olocausto nucleare provocato da Teheran.

Non c’è dubbio che una grande pagina di Storia è stata appena scritta. Se sia stato fatto un passo avanti verso la pace in Medio Oriente, che interessa noi europei molto da vicino, oppure sia stata data all’ Hitler islamico la possibilità di avere prima o poi la bomba atomica, lo sapremo con sicurezza solo nei prossimi anni. Il futuro, dunque, è sempre più carico di incertezza.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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