Posts in: novembre, 2015

Il preside e le maestre multiculturaliste

presepe Sembra quasi una gara di stupidità multiculturalista: a Rozzano, nel milanese, un preside vieta i canti natalizi nella sua scuola, mentre in provincia di Roma le maestre di una materna espellono Gesù Bambino dal presepe e sostituiscono i tradizionali Re Magi con figurine di moderni migranti mediorientali.

Ecco due chiarissimi esempi pratici di quello che lo scrittore francese Houellebecq spiegava poco tempo fa nel suo romanzo “Sottomissione”: gli europei sono diventati così sbandati e fragili sul piano della loro identità culturale, da voler rinunciare persino ai simboli più noti ed anche più pacifici (come quelli natalizi), di fronte all’ evidente forza identitaria della presenza islamica nel nostro continente.

Nei casi citati, in verità, c’è anche di più. Non


A’ la guerre comme à la guerre

hollande Perché è giusto ed opportuno bombardare le roccaforti dell’ Isis in Siria come stanno facendo attualmente la Francia e la Russia e, in maniera molto più limitata, gli Stati Uniti?

Innanzitutto per una ragione militare che si richiama al principio della legittima difesa: se i terroristi prendono d’assalto una capitale europea come Parigi e ammazzano i ragazzi che siedono al caffé o ascoltano un concerto, mentre continuano a minacciare l’ Italia e sicuramente a pianificare altri attentati, è bene tentare di fermarli preventivamente in tutti i modi possibili: coordinando i servizi di intelligence alleati, controllando e segnalando chiunque entri in uno dei nostri Paesi, e ovviamente colpendo duramente lo Stato Islamico, il mandante delle stragi.

Ma c’è anche


Siamo tutti francesi

download (1) “Atto di guerra” sono le parole con cui il presidente Hollande ha finalmente detto la verità, senza la reticenza pacifista e senza l’ipocrisia un po’ codarda che avevano impedito di dare il nome adeguato agli attentati ripetuti ormai da anni: in Olanda, in Canada, contro le sinagoghe e le scuole ebraiche, contro i turisti europei in Tunisia, nella stessa Parigi con la strage di Charlie Hebdo, fino all’esplosione dell’aereo russo in volo sul Sinai la scorsa settimana.

Finora nessun leader europeo osava nominarla. Perché la parola “guerra” è stata rimossa dal nostro vocabolario e finanche dal nostro immaginario collettivo (gli americani, invece, dopo l’ 11 settembre 2001 la conoscono e come), da quando, con la sconfitta del nazismo,


Quando cadde il Muro

muro berlino Il 9 di novembre non è una data che deve passare senza fermarci a ricordare quell’ evento epocale con cui si è concluso il secolo scorso e praticamente è stata smantellata non solo un’ odiosa costruzione in muratura, quanto un regime liberticida che aveva oppresso per lunghi decenni i popoli dell’ Europa orientale e minacciato seriamente la tenuta delle nostre democrazie.

Fu proprio la mattina del 9 novembre 1989,infatti, che il governo della Germania comunista, in seguito a disordini interni e a forti pressioni internazionali, si vide costretto ad annunciare l’apertura della frontiera che per tutti gli anni della Guerra Fredda l’aveva separata dalla Germania federale e dal mondo occidentale; per cui, quella sera stessa, migliaia di


L’ ex sindaco di Roma come Giulio Cesare

cesare giulio A chi pensava Ignazio Marino quando ha detto:” Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi e cognomi ed un unico mandante…”? Sicuramente, almeno nella testa dell’ ex sindaco, il mandante morale della congiura che ha portato alla sua cacciata dalla poltrona di primo cittadino romano è stato il premier Renzi e gli accoltellatori (metaforicamente, s’intende ) sono stati i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che lo hanno sfiduciato, nero su bianco, dimettendosi tutti davanti al notaio.

Ma sembra altrettanto certo che, oltre al riferimento di carattere contemporaneo, ce n’ è un altro, anche se più celato e indiretto, alla storia dell’antica Roma che tutti noi possiamo sicuramente recuperare, con un minimo sforzo, dai ricordi