Posts in: settembre, 2015

Bergoglio nella Casa degli uomini liberi

A quelli che in Italia hanno impropriamente fantasticato di fondare un partito di Sinistra, Ecologia e Vaticano, vedendo in Bergoglio il loro nuovo leader, dopo che per anni avevano osannato le gesta di dittatori marxisti come Fidel Castro o guerriglieri di professione come Che Guevara, il discorso che il papa ha tenuto davanti al Congresso USA in seduta plenaria non sarà certamente piaciuto, soprattutto nel passaggio iniziale che salutava “la Terra della libertà e la Casa del coraggio”, citando le parole dell’inno nazionale americano.

Nella visita che si è conclusa con la partecipazione al family day di Filadelfia e che lo ha visto parlare non solo ai rappresentanti del popolo ma anche nel Palazzo di Vetro dell’ ONU, nonché visitare la scuola di un quartiere abitato da ispanici e


Un film politicamente scorretto

Andate a vedere “La bella gente”, il film di Ivano De Matteo, che racconta una storia estremamente attuale senza cadere nella trappola del politically correct, anzi facendoci capire che cosa si può celare talvolta dietro la maschera del buonismo.

Una coppia di ex sessantottini ormai felicemente imborghesiti, ma pur sempre fedeli alla vecchia ideologia della sinistra radicale, trascorrono le vacanze estive nel loro casolare di campagna elegantemente ristrutturato ed arredato, bevendo Chianti d’annata e leggendo buona letteratura. Lei ( la bravissima e sempre affascinante Monica Guerritore) è una psicologa che lavora in un centro d’accoglienza per donne vittime della violenza (ed è proprio questo il tema centrale, la benedetta o dannata accoglienza a seconda dei punti di vista); lui, che era il suo compagno ai tempi delle


Un ragazzino siriano insegna

Un ragazzino siriano, appena messo piede sul suolo europeo ed intervistato da un cronista televisivo, riassume in poche parole, dette in un inglese elementare ma comprensibilissimo, tutta la questione di politica internazionale che sta all’origine dell’attuale invasione del nostro continente da parte di migliaia di profughi mediorientali: nel mio paese c’è la guerra -egli dice – se volete fermare le migrazioni, fermate la guerra.

Affermazione sacrosanta, che manda al macero il pacifismo arcobaleno e al tempo stesso la mentalità dell’appeasement (quella che nel ’38 consentì ad Hitler di occupare l’ Austria e la Cecoslovacchia con il tacito consenso delle grandi potenze e che oggi in Italia viene rilanciata da qualche furbetto sostenitore della linea del dialogo con i tagliagole dell’ Isis).

Così la questione dell’accoglienza si sposta dalla logica dettata dal


I nostri confini

Se persino la civilissima Inghilterra, culla della democrazia e dello stato liberale nel mondo, pensa di chiudere le frontiere ed abolire nei fatti il trattato di Schengen per mettere un freno all’ultima massiccia ondata migratoria, beh, cosa ne facciamo delle solite accuse di xenofobia di cui i vescovi italiani e la sinistra politically correct si è riempita la bocca nei confronti di chi, nel nostro paese, ha duramente criticato la logica dell’accoglienza?

Evidentemente c’è un altro modo di concepire lo Stato nazionale, di cui i confini sono linee geopolitiche reali e non virtuali, dai tempi della fondazione di Roma e della divinità Terminus che aveva la specifica funzione di proteggere, appunto, i “cum-fines”; ebbene questa visione della sovranità nazionale non è prerogativa dei gruppi di estrema destra o della Lega