Posts in: luglio, 2015

Il destino comune di Italia ed Israele

Siglato da pochi giorni l’accordo con l’ Iran sul nucleare, Matteo Renzi visita Israele, incontra il premier Netanyahu e tiene un discorso alla Knesset, il parlamento monocamerale.

Renzi ha sostenuto apertamente le ragioni che hanno portato i 5+1 (paesi del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania) a concedere ampio spazio di fiducia all’Iran guidato dagli ayatollah, da sempre finanziatori del terrorismo sciita in tutto il Medio Oriente e soprattutto nemici acerrimi degli israeliani; così ha implicitamente ammesso di non condividere l’ opinione di Netanyahu che vede profilarsi all’orizzonte l’incubo di un olocausto nucleare per il suo popolo.

Ma poi Renzi non ha esitato ad usare un registro elevato quando ha dichiarato che “La sicureza di Israele è anche la sicurezza dell’ Italia e dell’ Europa, abbiamo un destino


Accordo con l’Iran: un bene o un male?

Già in passato a Vienna, precisamente nel bellissimo castello di Schoenbrunn, si tenne un congresso tra le principali potenze, che portò all’ Europa un secolo di pace (a parte qualche conflitto locale come il nostro Risorgimento) fino allo scoppio della Grande Guerra. Quindi l’ accordo che è stato appena siglato tra le 5+1 potenze mondiali e l’Iran sulla questione del nucleare, apparentemente, nasce sotto buoni auspici e, se dovesse veramente garantire stabilità in quel Medio Oriente che è l’attuale “polveriera del mondo”, sarebbe un successo di portata geopolitica epocale e non soltanto per il presidente Obama che l’ha così fortemente voluto.

Vero è, sempre per ritornare alla storia passata, che nel settembre 1938 a Monaco fu siglato un altro famoso accordo, tra la Francia e il Regno Unito da


Grexit

In caso di Grexit, la commissione Ue sta valutando che tipo di aiuti umanitari fornire al popolo greco. Questo, purtroppo, sta a significare due cose: 1) l’ipotesi dell’uscita della Grecia dalla zona euro è diventata concreta; 2) le sue conseguenze appaiono drammatiche soprattutto per i greci che le sentiranno direttamente sulla propria pelle.

Perché questo è il risultato della “hybris” dei leader greci, ovvero della tracotanza che nella tradizione omerica gli dei consideravano la peggiore offesa nei loro confronti e quindi non esitavano a punire duramente. Il più arrogante di tutti, l’ ex ministro Varouphakis, si è poi autolicenziato, col benestare del suo capo Tsipras perennemente sorridente come un “Puer aeternus”, appunto, visto che si era reso completamente inaffidabile per i suoi colleghi dell’ eurogruppo.

Tsipras ha pensato


Salviamo la Grecia da Tsipras

E’ stata la patria della democrazia con la costituzione di Clistene e il governo di Pericle, ma anche la culla del pensiero razionale basato sulla logica aristotelica. Eppure, oggi Atene è guidata da Alexis Tsipras, un demagogo, un radicale di sinistra imbevuto di ideologia anticapitalista, che non ha esitato ad allearsi con gli estremisti di destra i quali, come lui, sostengono il nazionalismo greco contro l’ europeismo.

E’ così che nella notte tra il 26 e il 27 giugno, quando si stava trattando per una soluzione dell’infinita tragedia del debito greco, il premier ha annunciato a sorpresa di voler indire, nell’arco di una settimana, un referendum e passare ai suoi connazionali il peso della decisione riguardante l’ accettazione o meno delle proposte dei creditori. Il 30, poi,