Posts in: maggio, 2015

Completare l’Europa

Palmira, patrimonio dell’ Unesco, caduta nelle mani dei tagliagole islamisti è la rappresentazione non della forza dell’ Isis ( secondo il politologo E. Luttwak, un esercito di “dilettanti” che un qualsiasi reggimento di soldati occidentali “on the ground” potrebbe facilmente sbaragliare), bensì della fallimentare politica estera americana, a partire dal disastro iracheno voluto da George W.Bush fino alla recente distruzione del regime di Gheddafi decisa da Obama che, dulcis in fundo, si è persino prodigato in una folle trattativa per concedere il nucleare agli ayatollah iraniani.

A questo punto, visto che negli USA, dai tempi di Reagan e di Bush senjor, non riescono ad eleggere un presidente degno di sedere nello studio ovale e che sappia scegliersi i consiglieri giusti, bisognerebbe necessariamente ragionare su una possibile strategia


E se facessimo come l’ India?

Narenda Modi, il premier indiano, è da poco rientrato da un viaggio in Cina, dove ha siglato contratti per investimenti e prestiti cinesi che si aggirano sui 22 miliardi di dollari. Naturalmente, con i vertici della Repubblica popolare ha discusso anche del contenzioso che riguarda le frontiere tra i due paesi, ma soprattutto ha parlato di affari.

A Shangai,davanti agli investitori istituzionali e privati, ha spiegato come l’ India abbia imboccato la strada di uno sviluppo crescente che potrebbe persino superare quello cinese (attualmente al 7% ), pur altissimo se lo confrontiamo ai tassi europei ed italiano in particolare.

La Cina ha bisogno di un nuovo grande mercato dove vendere i prodotti delle sue industrie e l’ India, che necessita in primo luogo di infrastrutture, si candida ad essere quel mercato.

Ma


Si muove davvero la macchina?

Sicuramente possiamo rallegrarci dei dati positivi sull’occupazione divulgati dall’ Inps: nei primi tre mesi del 2015 il saldo tra i contratti di lavoro cessati e quelli attivati è risultato positivo di 319.873 unità; inoltre i contratti trasformati a tempo indeterminato sono stati 619.825, quindi +24% posti fissi.

Qualcosa sta iniziando a muoversi, evidentemente. Ma la domanda che va fatta è se il governo Renzi stia spingendo a fondo il piede sull’acceleratore della ripresa oppure stia operando ancora con eccessive lentezza e cautela, nonostante gli annunci.

Il professor Gustavo Piga, economista neokeynesiano dell’ Università di Tor Vergata a Roma, non ha dubbi e dice chiaramente che l’attuale politica economica è troppo vincolata alla logica del “fiscal compact” che ci impedisce di liberare le risorse da investire, per esempio, nell’edilizia scolastica. L’edilizia,


La Buona Scuola è quella duale

Non voglio ritornare sulla questione del recente sciopero della scuola, visto che il diritto di sciopero è fuori discussione, e nemmeno discutere se si sia trattato di uno sciopero demagogico o al contrario sacrosanto. Aderire ad una protesta pacifica in una società “aperta” (K.Popper) non può mai essere considerato ingiustificato; d’altra parte non sono necessariamente giuste le ragioni degli scioperanti.

In una società liberale il diritto di protestare va sempre difeso e rispettato, quando viene espresso in modo civile da lavoratori, studenti, pensionati, disoccupati eccetera. Vero è che un governo ha il compito di portare avanti le riforme che considera necessarie, è giusto che ascolti la voce della “piazza” e delle organizzazioni sindacali, ma il suo compito poi resta quello di realizzare le cose sulle quali i cittadini