Secchiate che passione!

La moda di quest’estate, ovvero rovesciarsi in testa una secchiata d’acqua gelida, ha avuto sicuramente un effetto positivo perché ha richiamato l’attenzione su una malattia terribile, la Sla, e contemporaneamente ha permesso di raccogliere un bel po’ di donazioni. Ma, come tutte le mode estive, è destinata a durare poco, anche perché difficilmente si troveranno donatori motivati al punto da sopportare gli auto-gavettoni freddi con l’ arrivo dell’ autunno e delle temperature più basse.

Certamente, oltre al lodevole desiderio di fare beneficenza, c’è una buona dose di narcisismo e di conformismo mediatico da parte dei protagonisti di questo “challange”, a spiegarne l’ improvvisa diffusione. Non è un caso, infatti, che la pratica delle secchiate abbia facilmente trovato adesioni in due ambienti socio-culturali formati da persone amanti della notorietà e, soprattutto, di vedere la propria immagine ripresa sui media e i social network: il mondo dello spettacolo e il mondo della politica.

Ma va bene così, l’ importante è che lo scopo sia stato raggiunto: sicuramente molte più persone oggi sanno che dietro l’ acronimo Sla c’è la sclerosi laterale amiotrofica e quindi, ci si augura, che in futuro ci saranno molti più donatori che daranno il loro piccolo o grande contributo nelle forme tradizionali, senza doversi necessariamente mettere in calzoncini davanti a una telecamera e farsi una doccia ghiacciata.

Ciò detto, mi piacerebbe fare una piccola considerazione in particolare sui politici che hanno partecipato al challange delle secchiate, o meglio sull’opportunità di partecipare o meno. Perché, non c’è dubbio che se a mostrarsi bagnata fradicia è la simpatica sindaca di Figline-Incisa, la cosa non ci turba affatto, vista la sua giovane età e l’ entusiasmo che certamente la caratterizza in questa sua nuova esperienza di amministratore; mi sta bene anche che un onorevole al suo primo mandato, come il bravo David Ermini, da sempre vicino al mondo cattolico del volontariato, si lasci inondare comodamente seduto su una sedia con in volto l’ espressione da “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Quello che, invece, trovo veramente insopportabile e inaccettabile, è che persino il nostro capo del Governo, colui che ci rappresenta a livello internazionale durante questo semestre di presidenza italiana a Bruxelles, colui che dalle riforme annunciate e i proclami stra-ripetuti ora dovrebbe veramente passare a realizzare il processo di cambiamento di questo Paese (a partire dalla riforma della giustizia e del mercato del lavoro), colui che incarna le speranze di migliaia e migliaia di giovani disoccupati che vorrebbero vedere un futuro per se stessi, si sia messo a inseguire la moda dell’ estate e quei due minuti di notorietà sul web di cui certamente non aveva bisogno, con il rischio di rendersi ridicolo anziché mostrarsi autorevole come un leader che si rispetti.

Un altro personaggio, sempre in Italia, che pure era stato sfidato a farsi la doccia in pubblico, un certo Bergoglio, ha detto che le donazioni si possono fare anche in silenzio e senza pubblicità. E’ proprio vero: la classe non è acqua.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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