Scienza e religione a Vallombrosa

L’ Abbazia di Vallombrosa è un luogo veramente straordinario: per il fitto bosco che la circonda e l’acqua purissima delle sue sorgenti, per quelle mura e quelle torri imponenti che la proteggono, per la chiesa ed il museo ricchi di opere d’arte, per l’ antica farmacia, ma soprattutto per la sua storia culturale così importante.

Ce la illustra una mostra di grande interesse intitolata “I monaci e la cultura scientifica tra il XVII e il XIX secolo”, allestita in modo impeccabile in una grande sala del museo di arte sacra dove, fino al 31 ottobre, si potranno ammirare cannocchiali galileiani arrivati in prestito da Firenze, elaborati strumenti per la misurazione della temperatura, documenti che attestano una costante attività di ricerca scientifica da parte dei monaci in settori come la metereologia, la matematica, l’ ottica, l’ idraulica, la meccanica, la botanica e la silvicoltura.

Ma il documento più prezioso è certamente quello in cui l’ abate Diego De’ Franchi conferma la presenza del giovanissimo Galileo Galilei, venuto a studiare per volere del padre tra i novizi di Vallombrosa, e contemporaneamente esprime tutta la sua ammirazione verso il grande scienziato pisano, ammirazione poi continuata nei secoli successivi e messa per iscritto anche dal monaco Ottaviano Cametti che, nel suo “Trattato di Meccanica” del 1768 , lo definisce “incomparabile”. Altre tre lettere presenti nelle teche della mostra, del monaco Orazio Morandi a Galileo, testimoniano come i rapporti tra lo scienziato e il monastero siano continuati ben oltre il periodo della sua presenza giovanile a Vallombrosa.

I monaci vallombrosiani, il cui ordine fu fondato nella prima metà dell’ XI secolo da San Giovanni Gualberto con il preciso intento di combattere la corruzione nella Chiesa del tempo, hanno dunque vissuto per secoli non solo pregando e testimoniando la loro fede, ma anche studiando empiricamente il meraviglioso Libro della Creazione e coltivando quel bosco che ancora oggi è pieno di tracce della loro presenza.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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