No Tasi

Luca Ricolfi, uno dei più brillanti economisti e sociologi italiani, l’ aveva scritto e spiegato chiaramente: continuando ad aumentare le tasse sulla casa, il bene primario degli italiani, non ci sarebbe stata alcuna ripresa. Ed è così che è andata, dato che il susseguirsi delle imposte sulla proprietà immobiliare ha visto non solo un assurdo cambiamento di denominazione (prima era Ici, poi Imu ed oggi Tasi) ma anche un crescendo continuo, che ha causato una forte perdita del valore degli immobili e soprattutto la crisi del settore dell’ edilizia, tradizionalmente un volano della nostra economia.

Con l’ aumento delle rendite catastali e la possibilità data ai comuni di applicare l’ aliquota massima ( un regalino del governo Monti), oggi la Tasi è un vero e proprio salasso per le famiglie italiane in gran parte proprietarie della casa dove vivono. Se poi si ha la fortuna di possedere anche una seconda abitazione, ci si accorge che in realtà si tratta ormai di una sfortuna, perché le tasse aumentano considerevolmente, ed allora, come abbiamo visto in diversi programmi televisivi, alcuni proprietari ( con le lacrime agli occhi) hanno preferito demolirla piuttosto che venire depredati dal fisco.

Ma non è così in tutta l’ Italia. In un paese della provincia di Forlì, Sogliamo, 3.300 abitanti, la Tasi non si paga, la Tarsi è ridotta al minimo e l’ ex-Imu praticamente non viene riscossa. Roba da non crederci! Eppure è vero: grazie al trattamento dei rifiuti, fatto attraverso alta tecnologia e controlli continui sulla salute dei cittadini, il comune incassa un bel gruzzolo che gli permette di azzerare la Tasi, offrire 2.500 euro ad ogni bambino nato in paese, regalare i libri della scuola media e un bonus di 1.650 euro a chi va all’università, pagare il 60% dei mutui per l’ acquisto della prima casa.

Il sindaco Quintilio Sabattini, eletto con una lista civica, dice: “Se posso dare un consiglio al sindaco di Roma, di Napoli e agli altri che hanno problemi coi rifiuti, suggerisco di utilizzare le migliori tecnologie che oggi sono disponibili, affinché ai cittadini non arrivi neppure un refolo di quello che viene sversato in discarica e in più ne avrebbero benefici per i propri bilanci”.

Un rapporto dell’ Ispra, sostiene che l’ Italia esporta 134 mila tonnellate di rifiuti urbani e 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, soprattutto in Germania, Austria e Belgio, pagando per il loro smaltimento cifre da capogiro. Ecco perché l’ esempio di Sogliano dovrebbe essere studiato e replicato: se è vero che, come diceva De André, dal letame nascono i fiori, coi rifiuti si può anche incenerire la Tasi.

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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