L’ assessora di ferro

In Regione Toscana c’è una assessora dipietrista, Anna Marson, è un’ambientalista di ferro, una vera e propria fondamentalista green e guida il fronte dei No-tutto: grillini, radicali di sinistra, ex-comunisti del Pd. Finora, in nome della salvaguardia della purezza naturalista, sono riusciti a bloccare la nuova Autostrada tirrenica, i termovalorizzatori in provincia di Grosseto, la nuova geotermia nel Senese, il centro turistico nel parco di Migliarino (Li), la centrale energetica Repower a Pistoia.

Poi la Marson si è accorta che le Apuane sono state troppo a lungo sfruttate, visto che già Michelangelo prelevava da lì quantità spropositate di marmo per le sue magnifiche statue, e allora ha provato a limitare fortemente l’ attività di estrazione: un settore, quello lapideo, che produce 2.7 miliardi di fatturato e dà occupazione a 10mila persone.

Il Piano dell’ assessora è stato ovviamente contestato dagli imprenditori di Confindustria che lo vedono come un’altra mazzata contro l’ economia della nostra Regione, ma anche da molti sindaci democratici che si oppongono alla sua folle politica ambientalista e dirigista.

Fortunatamente le disposizioni che avrebbero provocato un vero disastro occupazionale sono state bloccate dal gruppo consiliare di Ncd, che è riuscito a far approvare le sue proposte in commissione ambiente.

I fondamentalisti dell’ ambiente sono contro ogni tipo di attività produttiva, contro l’ alta velocità, contro le autostrade, contro le centrali elettriche, contro le acciaierie, contro gli aeroporti… Probabilmente vivono senza avere la necessità di lavorare e quindi non si preoccupano di tutti quelli che, invece, un lavoro lo cercano o vogliono mantenerlo. Beati loro!

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

2 Comments

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  • Caro Alessandro, ti ringrazio per il tuo intervento articolato e approfondito, che spero sarà letto anche da tutti quelli che seguono questo blog, liberale e aperto a ogni forma di discussione seria. Mi sembra di poter condividere soprattutto la parte finale del tuo ragionamento che riguarda il metodo: bisogna operare razionalmente delle scelte, di volta in volta, senza inseguire i dogmi o farsi condizionare dai pregiudizi. Anch’io sono stato contrario ad alcuni progetti, come per esempio quello del ponte sullo stretto di Messina, per tante ragioni, tra cui la presenza di un’aria notoriamente sismica. Ma al tempo stesso non venero il mito della natura incontaminata e quindi sono favorevole a nuove e moderne infrastrutture che migliorino la viabilità in Toscana e insieme offrano occupazione. Perché, come certamente sai, quella della disoccupazione (giovanile e non) è la vera tragedia dei nostri tempi.
    Buone vacanze e arrivederci a settembre

    Roberto 7 anni ago Reply


  • Caro Roberto,
    benché legga spesso i tuoi articoli mi sono permesso di entrare nel dibattito da te sollevato solamente una volta, molto tempo fa. Ho tenuto a freno l’impulso della risposta, anche cattiva, quando ho letto certe tue riflessioni, a dir poco un po’ leggere, su scienza e metodo per non parlare dei tuoi scritti irrisori sulla ” lotta fra classi”, o lotta di classe che dir si voglia, irrisione che mi ha fatto pensare più ad una tua non comprensione dei termini della questione che di propaganda politica. Scrivo adesso per dire una cosetta e farti una domanda.
    Senza scomodare i fatti “macro” ( calotta polare artica in scioglimento previsto entro il 2020, aree urbane invivibili – hai visto le foto sui giornali online dei cinesi, finalmente instradati su un sano capitalismo di stato, che impollinavano i fiori non essendoci più api? – , tumori in crescita in numero e “qualità” – parla con un qualunque ospedaliero- e così via) vorrei farti notare come il sacrificio ambientale non corrisponde sempre a felice crescita economica. Mi da fastidio lo stereotipo del ” fronte del no”, come se l’opporsi fosse di per se’ … negativo ( scusa il gioco di parole) .
    Se, ad es, l’alta velocità ha un grosso impatto ma non mi leva i camion da strade ed autostrade, io dico no; se incenerire significa distruggere materia prima seconda per doverla riprodurre ad alti costi ambientali ed anche economici, dico no; se devo impestare il valdarno di capannoni orrendi, enormi ( quindi alti costi di riscaldamento, illuminazione etc) che restano o invenduti o utilizzati in parte, dico no ( ti sei accorto quanto era bello il valdarno, in particolare quello aretino?).
    La superficialità dell’oggi e’ fatta di slogan: da ” tutto il potere all’iniziativa privata” a ” tutto il potere ai giovani” , in mezzo migliaia di altre cose. A questa banda di ragazzotti supponenti del governo, che sta disarticolando l’Italia, che macina le stesse politiche di ieri ammantandole di novità, andrebbe detto no ( io lo faccio): ma oggi è’ difficile perché nell’Italia della disperazione o non si vota o ci si attacca ai santini ( che nel caso della compagine di governo e’ tristemente vero: o confindustriali o parrocchiali) e quindi avanti tutta, verso il nulla. L’iniziativa privata domina la scena economica del Paese, ma le cose non vanno affatto meglio di quando l’economia era un po’ più regolata: se a Pian di sco non c’è ” campo” non è perché lo Stato stalinista vieta alla Telecom o tre o chi diavolo sia di mettere le antenne. E’ perché il privato non agisce in assenza di un ritorno certo ( ovviamente), ma nell’immaginario collettivo moderno la colpa e’ della scarsa liberalizzazione dei servizi….!
    Sulle cave di marmo non so assolutamente nulla, e non ho nessuna difficoltà a pensare che la Marsden abbia fatto una stupidaggine, come non ho mai capito il no ai rigassificatori o il no alle pale eoliche. Ma mi pareva opportuno entrare in queste altre riflessioni.
    La domanda: il sistema capitalistico e’ immune dai conti che la Storia presenta? Ossia: il ” tanto ce la faremo” e’ una droga così potente che ci fa sentire immortali ed invincibili?
    Cordialmente, fra vecchi colleghi
    Alessandro Valboni

    Alessandro 7 anni ago Reply


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