Il Muro

Il 9 novembre del 1989, esattamente venticinque anni fa, quindi, furono aperti i varchi che attraversavano il Muro di Berlino, e le popolazioni delle due Germanie tornarono ad incontrarsi, ad abbracciarsi, a ritrovarsi uniti dopo i lunghi anni della Guerra fredda.

Quando poi i berlinesi iniziarono a smantellare fisicamente il Muro, fu chiaro a tutto il mondo che un’ epoca stava finendo e un’ altra era sul punto di cominciare. Perché una rivoluzione pacifica era in atto, un’ onda popolare e libertaria si stava rovesciando con tutta la sua inarrestabile forza non solo contro una lunga fila di mattoni e cemento protetta dal filo spinato, ma contro un regime odioso, un’ ideologia perversa e una dittatura spietata che per decenni avevano rinchiuso i popoli dell’ est in una grigia prigione, fatta di povertà, spie, delatori, corruzione, violenza fisica e propaganda.

C’è un film straordinario, “Le vite degli altri”, che racconta come fosse appunto la vita nella DDR durante gli anni bui del comunismo; quando il potere di una oligarchia di burocrati e politici, in nome del socialismo reale, controllava e pianificava l’economia e persino l’ affettività delle persone. Ecco perché la caduta del Muro fu una meravigliosa rivoluzione e nello stesso tempo una festa, le cui scene di giubilo sono rimaste impresse nella mente di tutti noi che assistevamo da lontano a quegli eventi.

Con la riunificazione delle due Germanie, si mise poi in atto uno straordinario processo di ricostruzione politica ed economica in direzione della democrazia e del mercato, che ovviamente ebbe dei costi elevatissimi, sopportati generosamente dalla Germania occidentale. Quello fu un chiaro esempio di come un popolo possa farsi carico del proprio destino e, grazie a uno sforzo straordinario e uno spirito di solidarietà nazionale, iniziare un nuovo cammino di benessere e libertà.

La storia dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del comunismo è cambiata, e non è certamente “finita” come uno storico, Francis Fukuyama, teorizzò in quegli stessi anni. La frontiera dell’ Europa si è oggi spostata più ad est, al confine tra l’ Ucraina e l’attuale Russia. Se non vogliamo che altri muri vengano nuovamente edificati e difesi con le armi, come sta già accadendo, bisogna che la politica estera degli Stati europei parli con una voce sola. E per dare forza a questa voce, occorre che la Germania si rimetta sulla via indicata dai suoi leader del dopoguerra come Adenauer, Willy Brandt ed Helmut Kohl. Perché la Germania è una grande nazione, che è praticamente resuscitata dopo aver sperimentato l’ orrore del nazismo e la barbarie del comunismo, ma oggi deve capire che solo nel futuro dell’ Europa, ovvero degli Stati Uniti d’ Europa, ci potrà essere pace e prosperità anche per il popolo tedesco.

Venticinque anni fa, cadeva il Muro edificato dal totalitarismo e dalla Guerra fredda, che aveva impedito ai tedeschi di vivere pienamente la loro condizione di popolo libero. Oggi altri muri, innalzati dagli euroburocrati con la logica nefasta della finanza e dell’ austerity, devono essere abbattuti per liberare le enormi potenzialità di sviluppo e creatività delle Nazioni del nostro continente.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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