Guerra di secessione o carnevalata?

Chissà se il 2014 sarà ricordato nei libri di storia come l’ anno d’inizio della guerra di secessione del Veneto o come l’anno della peggiore carnevalata lagunare di tutti i tempi.
Perché la questione da dirimire, soprattutto per i magistrati, è praticamente questa:

1) trattasi di terrorismo allo stato nascente anche se da dilettanti (ma la storia degli anni di piombo c’insegna che persino un miliardario eccentrico e rispettabile editore fu capace di mettere candelotti di dinamite sotto un traliccio dell’alta tensione e di autospedirsi all’altro mondo con la benedizione di Fidel Castro; per cui è sempre bene stare all’ erta e non sottovalutare chi si trastulla con gli esplosivi e le armi, anche nel caso di apparentemente innocui indipendentisti della Serenissima che hanno l’ hobby del carroarmato fatto in casa);

2) trattasi, invece, di un gruppo di pacifici compagnoni, allegri e dementi vitelloni che hanno passato i sessanta, nostalgici dei bei tempi che neppure i loro nonni hanno conosciuto, quando esisteva la repubblica di San Marco e la vita era bella, si facevano affari d’ oro con l’ Oriente, i fratelli Polo andavano e venivano dalla Cina in groppa ai dromedari come se fossero la Tav, fino a quando arrivò lo statalista imperatore Bonaparte e i veneti passarono dalla padella nella brace, cioè all’ Austria e successivamente all’ Italia unita cavouriana, giolittiana, mussoliniana, democristiana, berlusconiana e infine renziana.

Delle due, una. Ma è certo che in entrambi i casi questa vicenda ha il sapore amaro della tragicommedia pirandelliana e riflette un clima di profondissimo disagio che purtroppo non è surreale, ma sociale e culturale. E allora viene da chiedersi: che fine ha fatto il federalismo fiscale che era uno degli obiettivi principali del centrodestra all’ epoca della Lega e del Pdl al governo? Perché in quegli anni Bossi e Berlusconi non fecero la grande riforma che avrebbe responsabilizzato le Regioni premiando i virtuosi e costringendo gli spendaccioni a fare i conti con le proprie risorse?

Chi ha fatto fallire la riforma federalista dello Stato, che era possibile realizzare qualora avessimo avuto una classe dirigente capace e autenticamente liberale, deve capire che ha una grande responsabilità se oggi i veneti laboriosi e intelligenti, martoriati dalle tasse e da Equitalia, sono vicini alla disperazione, mentre alcuni di loro un po’ deficienti si mettono a giocare con i fucili da caccia e i trattori blindati come la Batmobile, e a sognare la gloriosa secessione.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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