Divorzio breve, anzi brevissimo

Il divorzio breve è ormai legge dello Stato: con 381 voti a favore e solo 30 contrari è stato approvato alla Camera e l’ ultimo passaggio al Senato è praticamente scontato. Da ora in poi i tempi di scioglimento del matrimonio si riducono a 12 mesi in caso di separazione giudiziale e addirittura a 6 mesi per la consensuale, anche in presenza di figli, per cui si anticipa drasticamente il momento in cui si potrà presentare la domanda di divorzio.

Prima il tempo minimo necessario per fare domanda di divorzio era di tre anni, durante i quali i coniugi dovevano vivere ininterrottamente da separati, a partire da quando era stata pronunciata dal giudice la sentenza di separazione.

Da quello che abbiamo letto sui giornali, il voto quasi unanime dei deputati è stato festeggiato con un applauso trasversale, anche se alcune voci, fuori e dentro il Parlamento, si sono alzate per manifestare il loro dissenso. Nel centrodestra, per esempio, la deputata Eugenia Roccella ha dichiarato il suo voto contrario perché la nuova legge sarebbe l’ ennesima dimostrazione del fatto che “siamo arrivati ad un matrimonio liquido in una società liquida”; nel Partito democratico Beppe Fioroni ha votato contro dicendo che “l’istituto della famiglia ha necessità di essere sostenuto e rafforzato”.

Il presidente delle associazioni del Forum delle famiglie Franco Belletti ha poi spiegato che, invece di pigiare l’ acceleratore sulla dissoluzione giuridica delle famiglie, come la nuova legge fa, si dovrebbero mettere in campo forme di assistenza alle famiglie in crisi: servizi di accompagnamento psicologico, counseling familiare, interventi di “crisi managment”.

La verità che è non si fa praticamente nulla per evitare la dissoluzione delle famiglie, fenomeno che sta diventando un vero e proprio dramma sociale. Probabilmente perché la stabilità dell’ unione coniugale viene considerata un valore e un bene comune solo a parole, poi nei fatti è declassata a semplice possibilità di vita ormai in via di estinzione.

L’ avvocato Massimiliano Fiorini, autore del libro “La fabbrica dei divorzi. Il diritto contro la famiglia”, aveva recentemente dichiarato sulla base della sua lunga esperienza professionale: “Eppure tutta questa fretta è ingiustificata. Non c’ è tutta questa pressione, non c’è questo esercito di coppie che vogliono divorziare ma sono costrette ad aspettare. In più del 60 per cento dei casi i coniugi non divorziano appena sono passati i tre anni, ma restano separati a tempo indefinito.” Purtroppo le sue parole non sono state ascoltate dai nostri parlamentari: il divorzio breve, anzi brevissimo, è già passato.

About This Author

Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

1 Comment

You can post comments in this post.


  • Carisimo Roberto è sempre un piacere leggere le tue analisi.Questa volta l’inserimento del divorzio breve anzi “brevissimo” in quella che viene definita “società liquida” non solo è stato pertinente ma ha dato a me uno spunto uleriore alla mia riflessione! Non ho mai creduto al l’ipotesi di un grande vecchio che sta a monte della società che si sta sgretolamfo nei suoi valori fondanti. Ora , però, credo che ci sia il pericolo di un grande vecchio a valle, di qualcuno cioè che potrebbe approfittare di questo stato di dissoluzione dei valori , che sono stati nostri per tanto tempo, per costruire un tipo di ssocietà forse non più a misura d’uomo! Complice la massa di persone non pensanti che si sta delineando.Grazie Roberto!

    Flavia Centra 5 anni ago Reply


Post A Reply