C’ era una volta l’ Autostrada del sole

Esattamente cinquant’anni fa, nel 1964, veniva inaugurata l’ Autostrada del sole: 755 km da Milano a Napoli, con gallerie e viadotti, realizzati in solo 8 anni, un vero e proprio capolavoro di ingegneria edile e sviluppo delle infrastrutture.

Ma quella era l’ Italia del boom economico, quando i governi a salda guida democristiana, di De Gasperi prima e poi di Fanfani, conducevano il paese nella ricostruzione postbellica, l’industrializzazione si espandeva nei settori più avanzati, come le auto e gli elettrodomestici, e il Pil cresceva anno dopo anno, diffondendo benessere e consumi in ampi strati della popolazione che erano vissuti praticamente in miseria fino ad allora.
Nascevano continuamente nuove imprese, anche perché queste non erano massacrate dal fisco e dalla burocrazia, la disoccupazione era quasi inesistente e l’ edilizia popolare prosperava. Il partito comunista, ancora imbevuto di ideologia sovietica, era un grande partito, che se ne stava tranquillamente all’ opposizione senza procurare danni. E i magistrati non facevano politica,né andavano in tv, ma si occupavano di amministrare seriamente e celermente la giustizia.

Per questo l’ Autostrada del sole fu molto più che una importante via di comunicazione: divenne una vera e propria allegoria dell’ Italia che era già una potenza economica, una democrazia moderna, un paese che continuava a crescere perché nel complesso funzionava bene.

Tutto sommato lo è ancora, un simbolo, ma ormai di questa Italia da troppi anni ferma al palo e verosimilmente indirizzata sulla via di un inarrestabile declino. Per la variante di Valico nel tratto appenninico Sasso Marconi- Barberino del Mugello, 40 km, ci vorranno almeno 14 anni (incrociando le dita). L’ opera fu licenziata nel 1996, dal governo Prodi, con lo scopo di alleggerire dai Tir le due corsie dell’ Autosole ormai inadeguate ai nuovi volumi di traffico, ma il via libera venne dato solo nel 2002, e da allora i lavori sono proceduti a singhiozzo, nonostante un colossale dispiego di mezzi tecnici, manodopera e fondi statali.

Sono presto arrivati i ricorsi al Tar da parte degli ambientalisti, dei comuni, delle associazioni, dei catastrofisti… e i lavori si sono fermati per mesi in vari tratti. La procura fiorentina è poi intervenuta a bloccare un cantiere che è ancora fermo, per la questione della classificazione del materiale di scarto (sigh).

Risultato: oltre al tempo perduto, i costi sono lievitati di quasi un miliardo. E così l’ Autostrada del sole, nel bene e nel male, continua ad essere il miglior ritratto dell’ Italia contemporanea. Se Dante tornasse a riscrivere la Commedia, probabilmente la sua selva oscura oggi sarebbe la variante di Valico.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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