Buon Natale col Presepe

Mentre nel mondo, dalla Nigeria al Pakistan, vengono commessi crimini orribili e stragi contro pacifici cristiani nella quasi totale indifferenza dell’opinione pubblica e delle istituzioni internazionali, in Italia qualche dirigente scolastico fanatico del multiculturalismo impedisce alle maestre di preparare il Presepe ai bambini, per evitare di “offendere” le famiglie non cristiane.

Ma perché uno dei simboli religiosi più noti e più emozionanti, perché legato ai ricordi d’infanzia di noi tutti, ovvero la ricostruzione domestica, artigianale e popolare della nascita di Cristo, può essere considerato un elemento disturbante e quindi da evitare o quantomeno da nascondere?

Probabilmente non c’ è da parte del dirigente scolastico di Bergamo, e da tanti altri come lui che operano dentro e fuori le scuole italiane, soltanto un furore iconoclasta dovuto alla retorica multiculturalista, che trova finanche nell’ attuale presidente della Camera uno dei suoi più accesi esponenti. Direi che si tratta innanzitutto, nel loro caso, di una incomprensione profonda verso cosa ha significato il cristianesimo per la storia e la cultura della nostra civiltà.

Ecco perché si dovrebbe fare una riflessione profonda, proprio oggi che le minacce di un conflitto religioso contro l’Europa stanno prendendo concretamente forma, sul significato culturale del cristianesimo, una riflessione alla quale possano partecipare tanto i credenti quanto i non credenti, con uno spirito critico, laico e quindi pienamente collocato all’interno della tradizione greca-cristiana-illuministica-democratica e, per dirla con una parola sola,occidentale.

Ci viene in soccorso a tale scopo l’ ultimo libro del sociologo Rodney Stark, “La vittoria dell’ Occidente” (casa editrice Landau), che, continuando un percorso intellettuale iniziato in precedenza, dimostra come il cristianesimo abbia contribuito non solo al progresso culturale dell’umanità ma anche al suo sviluppo economico.
Il ragionamento dello studioso americano parte allora dalla “riabilitazione” del Medioevo, quell’ età di mezzo che in tanti libri di storia viene ancora descritta attraverso stereotipi, per cui la Chiesa romana e l’ideologia cristiana avrebbero imposto credenze antiquate e dogmi a tutta la popolazione del nostro continente impedendone il progresso. In realtà, scrive Stark, “Il Medioevo è stato un’epoca di notevole progresso e innovazione, tra cui l’invenzione del capitalismo. La maggior parte degli europei iniziarono a mangiare meglio di come avessero mai mangiato nel corso della storia e di conseguenza divennero più grandi e forti di coloro che vivevano altrove”.

Qual è stato l’ elemento caratteristico della nostra tradizione che ha permesso lo sviluppo della scienza e della democrazia, per cui già a partire dal XIII e XIV secolo soltanto gli europei avevano occhiali ed orologi meccanici, come pure le prime forme di libere istituzioni comunali e persino dei parlamenti di carattere nazionale? La chiave necessaria per comprendere l’ ascesa dell’ Occidente è il concetto di libero arbitrio, nato appunto con il cristianesimo: “Mentre la maggior parte delle antiche società (se non tutte) credevano nel fato, gli occidentali giunsero alla convinzione che gli esseri umani sono relativamente liberi di seguire quello che detta la loro coscienza e che, essenzialmente, essi sono artefici del loro destino”.

Ecco perché, quando ci troviamo di fronte anche al più piccolo e semplice Presepe, dobbiamo avere grande rispetto; perché quel simbolo non rappresenta soltanto i credenti, ma la storia antica di tutti gli uomini liberi. E quindi non dovrebbe mai essere proibito, anzi andrebbe mostrato con orgoglio, con la speranza che possa essere compreso anche da chi cristiano non è nato.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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