Basilicata low cost

I miei genitori hanno sempre comprato il pane in un piccolo forno, il rinomato forno Centola, che da quest’ anno non esiste più. Ma questo non è un male, come potrebbe sembrare, perché dopo la morte del fondatore Centola padre, il figlio l’ ha trasformato in una vera e propria azienda che continua a sfornare pane di ottima qualità, anche se in grande quantità. Il panificio adesso rifornisce i supermercati della città di Potenza, oltre che i vecchi clienti, e dà lavoro a numerosi operai.

Il giovane Centola è un esempio di come sia possibile fare impresa anche durante la crisi e, soprattutto, in una delle regioni del Sud Italia, la Basilicata, solitamente citata nei tg per la sua endemica povertà e l’ elevato numero dei disoccupati. Perché, se è pur vero che la disoccupazione giovanile in Italia è un dato oggettivo su tutto il territorio, bisogna anche avere il coraggio di dire che nel Meridione l’ assistenzialismo statale e la tradizione del “familismo” hanno inculcato nei giovani una mentalità più incline alla rassegnazione e alla pigrizia, che non alla voglia di determinare il proprio futuro attraverso il lavoro e l’ autonomia personale.

Certamente anche qui ci sono ragazzi e ragazze che studiano e, quando hanno terminato gli studi, accettano un qualsiasi tipo di occupazione pur di guadagnarsi onestamente da vivere o addirittura si inventano un lavoro nei settori più dinamici, come l’ enogastronomia e il turismo, diventando così piccoli imprenditori di se stessi. Ma in generale al Sud si vive protetti e coccolati nel guscio familiare fino a trenta e passa anni, nell’attesa di un posto di lavoro fisso (che ormai non arriverà più) in qualche ente comunale o regionale.

Decenni di assistenzialismo, welfare sprecone, false pensioni d’invalidità, abuso della cassa integrazione, creazione di posti di lavoro inesistenti, clientelismo, sindacalismo e meridionalismo piagnone (la prima in questa classifica negativa è senza dubbio la regione Sicilia, seguita a ruota dalla Calabria) hanno prodotto un’ economia stagnante e insieme l’ assenza della cultura e dell’ etica del lavoro.

Al capo del Governo, che recentemente ha visitato la Campania, mi piacerebbe dire che il Sud non ha bisogno di aiuti, perché gli aiuti economici che ha ricevuto negli ultimi cinquant’anni lo hanno rovinato materialmente e spiritualmente. Il Sud ha bisogno solo di creare imprese, per esempio mettendo a frutto le sue enormi potenzialità turistiche. Niente incentivi, per carità, niente finanziamenti che andrebbero ad arricchire soprattutto le oligarchie locali della politica e della burocrazia; ma deregulation e libertà di impresa, attraverso la riduzione drastica del cuneo fiscale e di tutte le altre tasse (come la famigerata Irap) che sono un macigno contro lo sviluppo e la nascita delle start-up.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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