Posts in: novembre, 2014

Archiviamo il ’68

Il punto di massimo scempio “sì che già trabocca il sacco”, come direbbe Dante, è stato ora raggiunto a Napoli, nell’ Istituto Galiani, una scuola superiore nella quale, durante la solita occupazione prenatalizia, sono stati causati danni per 200 mila euro, visto che sono state distrutte suppellettili e rubati computer e videoproiettori.

Non è altro che la coda di una lunga tradizione di occupazioni studentesche, iniziate nell’anno della famosa “contestazione”, il 1968, e che poi sono diventate una norma nella società italiana, allorquando si generò il tabù, sostenuto dalla cultura di sinistra diffusa nelle università e nei principali organi di informazione, per cui la polizia non doveva entrare a liberare le scuole dai suoi occupanti.

Il ’68, che solo in Italia è durato fino ad oggi mentre negli Stati Uniti


Sala d’attesa

Ci sono dei luoghi, come le sale d’attesa, che ormai sono diventati occasione per la gente comune di sfogarsi e di trovare negli altri quantomeno dei sentimenti di solidarietà e reciproca consolazione. Se si sta ad aspettare il proprio turno per una visita dal medico di famiglia, infatti, capita sempre più di frequente che si ascoltino discorsi molto drammatici sulle condizioni di vita e su quanto la realtà venga percepita negativamente.

Probabilmente luoghi come questo e come tantissimi altri (la coda all’ufficio postale, lo scompartimento di un treno per pendolari, la sala colloqui con gli insegnanti della scuola pubblica…) non vengono mai frequentati dai rappresentanti della nostra classe dirigente, che praticamente vivono in una dimensione separata, fatta di altri treni, altri medici, altre scuole, altri ospedali, altri ristoranti eccetera,


Voglio la mamma

“Voglio la mamma” è il titolo del libro di Mario Adinolfi, un brillante giornalista e blogger, già deputato del Pd, cattolico e renziano da sempre, che ha iniziato una coraggiosa battaglia per contrastare l’ideologia Lgbt (lesbico-gay-bisessuale-transgender), ma anche per riportare al centro del dibattito quei temi etici fondamentali sui quali il conformismo del pensiero oggi dominante sta cercando di dettare legge.

Ma chi sono gli avversari di Mario Adinolfi e da dove provengono? A parte i campioni mediatici del mondo Lgbt, che ormai imperversano nei talk show e trovano ospitalità nelle dimore vip (come nel caso di Vladimir Luxuria a cena da Berlusconi e sua nuova compagna, con relativo selfie propagandato sulla rete a definitiva testimonianza della fine ingloriosa di un vecchio leader), i suoi


Il Muro

Il 9 novembre del 1989, esattamente venticinque anni fa, quindi, furono aperti i varchi che attraversavano il Muro di Berlino, e le popolazioni delle due Germanie tornarono ad incontrarsi, ad abbracciarsi, a ritrovarsi uniti dopo i lunghi anni della Guerra fredda.

Quando poi i berlinesi iniziarono a smantellare fisicamente il Muro, fu chiaro a tutto il mondo che un’ epoca stava finendo e un’ altra era sul punto di cominciare. Perché una rivoluzione pacifica era in atto, un’ onda popolare e libertaria si stava rovesciando con tutta la sua inarrestabile forza non solo contro una lunga fila di mattoni e cemento protetta dal filo spinato, ma contro un regime odioso, un’ ideologia perversa e una dittatura spietata che per decenni avevano rinchiuso i popoli dell’ est in una grigia


Cambieranno anche i sindacati?

La Legge di stabilità appena arrivata in Parlamento certamente manda alcuni segnali positivi in direzione del cambiamento e dello sviluppo, perché qualcosa verrà tagliato alla spesa pubblica improduttiva e qualcosa, dall’ altra parte, sarà messo a disposizione degli investimenti per sostenere le imprese e le famiglie.

Come ha spiegato l’ economista Nicola Rossi sul sito leoniblog.it qualche giorno fa, tutto ciò andrebbe benissimo in condizioni di normalità, ma rischia di rivelarsi una manovra completamente inadeguata di fronte alla gravità della situazione economica, che invece richiederebbe interventi shock: aggredire veramente la spesa pubblica, nella misura e nei modi indicati dall’ ex commissario straordinario Cottarelli, a partire dalle migliaia di società partecipate comunali e regionali che , ahimé, non verranno neppure sfiorate dalla spending review e quindi continueranno a mungere