Posts in: settembre, 2014

Muti lascia il Teatro dell’ Opera

Il più celebre direttore d’orchestra italiano, Riccardo Muti, si è arreso dinanzi al sindacalismo senza freni che ormai governa persino sugli orchestrali del Teatro dell’ Opera di Roma, di cui era stato nominato “direttore a vita”. E si è dimesso, perché è impossibile fare musica ad altissimo livello, offrendo prestigio al nostro paese dinanzi a un pubblico internazionale, se prima di tutto vengono poste le questioni dei contratti, delle ferie, dei turni e delle pause, come se si trattasse di lavorare in un normale cantiere edile o in una fabbrica metalmeccannica.

Già quest’ estate era successo un episodio gravissimo che aveva mostrato a tutto il mondo come (non ) vanno le cose qui da noi, ed il Maestro aveva subito per questo un vero colpo basso: nello scenario suggestivo di


Addio all’ art. 18? Forse sì, forse no

Il punto è sempre lo stesso, l’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ovvero rivedere le tutele per chi è assunto a tempo indeterminato in caso di licenziamento. E anche lo scoglio da superare non è cambiato: la sinistra interna al Pd, i reduci bersaniani, i fedeli della Cgil, i cuperliani, gli ortodossi.

Ma in commissione Senato ormai il testo è stato approvato, con l’ astensione di Forza Italia e l’ abbandono di Sel e dei Cinquestelle, per cui la parola dovrebbe passare in settimana prossima al Parlamento, dove però la fronda dei dissidenti (interni) è pronta a dare battaglia: Bersani è già ringalluzzito e Fassina si è risvegliato dal torpore, dopo il famoso “Fassina chi?”di Renzi che lo aveva messo ko. Poi, all’ esterno, la troika sindacale si sta


I bronzi di Riace possono viaggiare

I bronzi di Riace sono la rappresentazione più evidente della bellezza e della grandezza di quella civiltà che si sviluppò sulle sponde del Mediterraneo, cinque/sei secoli prima della nascita di Cristo, e che dalle poleis greche poi si diffuse nel sud della Penisola, in un’ ampia regione che i Romani chiamarono con rispetto e ammirazione Magna Grecia.

Quella che noi oggi consideriamo la civiltà occidentale, con le sue specifiche istituzioni politiche e i suoi valori fondamentali, civiltà che si è sempre caratterizzata per un tipo di pensiero interessato ad indagare razionalmente gli aspetti fisici della realtà, nonché per forme di arte e di artigianato particolarmente raffinate, ha origine in quel mondo, per questo definito “classico”.

I più convinti assertori di questo legame ombelicale tra l’ Italia e l’


Guerra al Chianti?

Non stiamo parlando di un posto qualunque, ma del Chianti, che la prestigiosa rivista americana Wine Enthusiast ha appena inserito tra i cinque candidati come miglior regione vinicola al mondo del 2014, insieme alla francese Champagne, giusto per fare un esempio e capirsi. Il top del top, dunque, un fiore all’ occhiello della nostra Regione, frutto dell’ intelligenza e del lavoro appassionato di generazioni di viticoltori.

Ebbene, il nuovo Piano di Indirizzo Territoriale (Pit) della Regione Toscana, che si esprime anche in materia di paesaggio ed è stato approvato in luglio, stabilisce che i vigneti sono troppi, troppo intensivi e monocolturali, con un serio rischio dal punto di vista morfologico e idrogeologico per il territorio. Per questo suggerisce di riconvertire parte dei vigneti in altre attività agricole, come i pascoli.

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