Posts in: gennaio, 2014

Electro-dux

electrolux

La proposta dell’ Electrolux, la multinazionale svedese degli elettrodomestici, suona più come un diktat e ha il sapore della provocazione: per salvare i quattro stabilimenti italiani, bisogna che i lavoratori accettino paghe dimezzate, come quelle che si ricevono in una fabbrica simile in Polonia, dove però il costo della vita è molto inferiore e soprattutto ancora circola la moneta nazionale.

Insomma, la trappola della globalizzazione ( e dell’ euro) si manifesta ancora una volta in tutta la sua cruda realtà e mette i sindacati italiani nella condizione di spettatori ed evocatori del fantasma dell’ interventismo statale, per non parlare poi del Ministro del (sotto)sviluppo Zanonato che è una vera e propria nullità nel governo Letta, al punto da essersi meritato la richiesta


Il capitale dis-umano

cap

“Avete scommesso sulla rovina di questo paese, e avete vinto” sono le parole cruciali e la “morale” dell’ ultimo bel film di Virzì, “Il capitale umano”. A pronunciarle è la moglie del finanziere brianzolo, gestore di un fondo d’ investimento che promette rendimenti sul 40%, e nella cui rete cascano in tanti, tutti attirati dal miracolo della speculazione, dalla frenesia dell’ alta finanza, dalla cupidigia della ricchezza facile, rapida e senza fatica.

Praticamente, è la filosofia del sistema economico che ha prodotto la grande crisi del 2008 e che ha nei banchieri-tecnocrati di Bruxelles e Francoforte il suo principale centro di potere europeo.

Da quando la finanza ha preso il sopravvento sull’ economia reale, il concetto di ricchezza si è orribilmente


La peggio gioventù

calabresi

Prima con “Il commissario” e adesso con “Il giudice”, la RAI ha mandato in onda due pregevoli sceneggiati (un altro seguirà) che finalmente raccontano senza reticenze la storia italiana a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quel periodo che vide dilagare la violenza del Movimento studentesco nelle università e la trasformazione delle sue frange più radicali nel famigerato partito della lotta armata.

Ma se gli azzoppamenti, gli omicidi e i sequestri venivano eseguiti con spietata freddezza dai militanti delle Brigate Rosse, come appare chiaro nella storia del rapimento del giudice Mario Sossi, il terreno della violenza era già stato arato e seminato in precendenza da tutti quei gruppi della cosiddetta “sinistra extra-parlamentare”, che in quegli anni


Un discorso appassionato

Napolitano 2013

Dopo il tradizionale stacchetto musicale sulle note dell’ inno di Mameli, Giorgio Napolitano ha cambiato strada e, per iniziare il discorso di fine anno, ha scelto di far parlare la vox populi attraverso alcune lettere di gente comune che raccontavano benissimo lo spirito del tempo, di questo tempo così difficile.

Il Presidente degli italiani ascolta e interpreta il malessere diffuso ma, a differenza dei leader populisti che soffiano sul fuoco e sulla disperazione, trova parole leopardiane come “fratellanza” e “solidarietà nazionale” per indicare la via che ci porterà fuori dalla crisi.

La crisi che stiamo vivendo è così grave e distruttiva che soltanto attraverso uno sforzo di tutti gli italiani sarà possibile superarla. Come a dire: o ci salviamo tutti