Un nuovo Piano Marshall

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Quando finì la seconda guerra mondiale, i paesi europei, sia vinti che vincitori, ne uscirono praticamente con le ossa rotta. Dopo la distruzione dell’ industria civile e delle principali infrastrutture, l’ orizzonte che si profilava non era certo roseo e la ripresa sembrava un sogno irrealizzabile.

Fu allora che il governo degli Stati Uniti varò un vasto programma di aiuti economici, che fu poi conosciuto col nome del segretario di Stato George Marshall e che durò dal 1947 al 1951. Le sue conseguenze macroeconomiche furono positive per tutti quei paesi che ne beneficiarono, come la Francia, l’ Italia, la Gran Bretagna e la Germania dell’ Ovest, al punto che durante i due decenni successivi la loro ricchezza complessiva (il Prodotto Interno Lordo) crebbe senza sosta e l’ Europa democratica raggiunse livelli di benessere mai visti prima.

Quello che ci vorrebbe oggi per il nostro Paese sarebbe proprio un nuovo Piano Marshall.

Ma questa volta dovrebbe essere autogenerato, nel senso che l’ Italia dovrebbe trovare dentro di sé l’ energia e le risorse per la ripresa.

Come? Innanzitutto tagliando l’ enorme spesa pubblica improduttiva (gli sprechi delle amministrazioni,il buco nero delle Regioni, la corruzione, i privilegi ancora fortissimi della casta, i costi allucinanti della burocrazia) e poi destinando queste risorse ad investimenti che creino nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani e, di conseguenza, ricchezza. Bisogna necessariamente riattivare la domanda ovvero, per dirla in modo chiaro, rimettere più soldi nelle tasche degli italiani.

Non si può più agire con semplici manovre di cassa che si limitano a tamponare le ferite. La situazione generale è così grave da far tornare alla mente dei più anziani i giorni bui dell’immediato dopoguerra, quando le speranze di un futuro migliore erano assai scarse.

Oggi servono grandi riforme e molto coraggio. Perché ancora non sono state eliminate tutte le Province? Perchè i Consigli regionali continuano a scialacquare il denaro pubblico? Perché esistono ancora Comuni con poche migliaia di abitanti? Perché chi è andato in pensione col sistema retributivo percepisce redditi superiori ai reali contributi versati? Perché non si fa una vera guerra all’ evasione fiscale eliminando l’ uso del denaro contante? Perché i partiti incassano soldi dallo Stato nonostante il voto contrario di un referendum? Perché il Parlamento italiano è composto da un migliaio di parlamentari che guadagnano molto più dei loro colleghi europei?

Riforme costituzionali e tagli radicali della spesa pubblica improduttiva: questo potrebbe essere il cuore di un nuovo Piano Marshall all’ italiana.

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

11 Comments

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  • il commento di GoriLo è tipicamente un argomento del M5S; purtroppo uno dei pochi che non condivido
    Condivido, invece, appieno gli argomenti del prof. Riviello al punto che sui suoi “perchè” finali ne vorrei aggiungere molti altri. Sono proposte concrete, di basso costo e di notevole ritorno verso il superamento della crisi.
    Io aggiungo:
    Perchè alle strutture pubbliche abbiamo aggiunto e teniamo in vita carrozzoni di inefficienti società municipalizzate e tanti enti pressochè inutili (vedi bonifiche!)?
    Perchè il chirurgo che ti taglia la pancia deve avere la tessera del partito?
    Perchè per costruire una nuova casa (!?) ci vogliono 15 tecnici qualificati (dal geologo al collaudatore)?
    Perchè per ottenere il giusto pagamento di un credito la giustizia ci mette 15 anni (se poi ti va bene e non lo prende tutto l`avvocato)?
    Per il momento mi fermo qui! Ne avrei molti altri ma mi aspetto altri contributi concreti

    paolo.dinelli 6 anni ago Reply


    • Grazie Paolo risposta chitarra per un argomento complesso che forse prefrisci non affrontare,ma restiamo nel semplice.

      Serve una crescita per potersi permettere un IPhone 5 al prezzo di un mese di salario per un giovane,,
      Mi sai dire cosa produrre in Italia e a chi venderlo in maniera competitiva. Vedrai che purtroppo la crescita non è una soluzione disponibile la soluzione che tu proponi e come il moto perpetuo…..dai una spinta a la ruota e lei gira per sempre.

      GoriLo 6 anni ago Reply


    • Le domande,i “perché”,di Paolo contengono altrettante proposte molto concrete e sensate, che mi piacciono molto.

      Roberto Riviello 6 anni ago Reply


  • Non è farina del mio sacco ma rende bene cosa intendevo.

    “”””l segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale.

    Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva.

    In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti.

    Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l’India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale. Né si può pensare che si possano mantenere le attuali disparità tra il 20 per cento dell’umanità che consuma l’80 per cento delle risorse e l’80 per cento che deve accontentarsi del 20 per cento.

    Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.”””””

    GoriLo 6 anni ago Reply


    • Le questioni globali sono importanti, specialmente l’ecologia e l’ambiente, ma qui c’è un problema immediato che è la disoccupazione e la povertà diffusa delle famiglie italiane. Per questo ci vuole lavoro e crescita, subito.

      Roberto 6 anni ago Reply


      • Lavoro e crescita….prova a elencare 10 azioni che possono andate a creare quelle condizioni…… io le trovate 10 per il lavoro sostenibile ma Zero per la crescita

        1) pulire i borri con i cassaintegrati
        2)recuperare i soldi dell alluvione che non ci sarà più per sostenere la Produzione a la Pirelli a Figline
        3)crearere impianti geotermici per avere calore (grande disponibilità nel Valdarno)
        4) Mandare a casa i cinesi non producono benessere ma sono sfruttamento
        5)agricoltura di zona eliminando costi di trasporto necessità di autostrade
        6) costruire un villaggio estivo al lago di santabarbara eliminando costi di trasferimento e recupero dei soldi che bruciano in benzina divertimento per tutti

        Ecc ecc

        GoriLo 6 anni ago Reply


  • Cerchiamo di dire le cose come stanno Prof. Riviello. Il piano Marschall ( dal nome del segretario di stato americano ) , fu ideato e fatto ad hoc per l’Europa e gli Stati Uniti con reciproco vantaggio.
    L’appello di Churchill all’America fu chiaro. Tutte le nazioni erano stremate dopo la seconda guerra mondiale e gli americani volevano fermare l’egemonia comunista sovietica sull’Europa dell’Ovest.
    Questo fu il piano Marschall ,una quadriennale cooperazione economica/politica ( 11 miliardi di $ stanziati) per fermare il comunismo. Una nuova Europa nacque dalle rovine della guerra.
    Oggi abbiamo un’altra storia e altre egemonie nella vecchia Europa. Comanda l’alta finanza con le banche e la troika ( UE , BCE, FMI ). All’Italia non manca un nuovo piano Marschall , ma un ” piano ” preciso per uscire dalla crisi .

    andrea 6 anni ago Reply


    • Ah certamente, concordo, per me si potrebbe anche chiamare Piano Mario…purché funzioni altrettanto bene come quello Marshall

      Roberto 6 anni ago Reply


      • Abbiamo già avuto un ” piano Mario ” in Italia …. ( Monti ) Prof. Riviello .
        La ricetta era RIGORE , Equità e Sviluppo . Abbiamo visto solo il rigore ,il resto lo stiamo ancora aspettando .

        andrea 6 anni ago Reply


  • Concordo che dovrebbero essere eliminati gli sprechi…quello che non capisco e la definizione di benessere ……..
    a cosa serve la crescita?

    GoriLo 6 anni ago Reply


    • A cosa serve la crescita?…non sono un economista e quindi ti risponderò molto semplicemente: a creare posti di lavoro per i giovani (oggi la disoccupazione giovanile è al 40%), a mettere un pò di soldi in più in bustapaga agli operai, agli impiegati, ai pensionati, ad evitare che altre imprese e botteghe di artigiani debbano chiudere i battenti, ad investire nella scuola, nella ricerca, nei trasporti pubblici….e qui mi fermo, sperando di averti spiegato come la vedo.

      Roberto 6 anni ago Reply


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