Solo diritti e niente doveri

immigrati

Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”.

Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo.

Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una visione culturale, risultato di un modo di gestire la politica dell’immigrazione che, nonostante alcune leggi si siano fatte, ha sempre dominato nel nostro Paese.

L’ idea dominante è stata, infatti, che agli immmigrati vadano innanzitutto garantiti i loro diritti. Sia nel mondo vicino alla Chiesa che in quello della Sinistra, si è costantemente ribadito che gli stranieri presenti in Italia devono avere gli stessi diritti degli italiani, fino alla più recente campagna di propaganda del diritto di cittadinanza per tutti quelli che nascono in Italia (il cosiddetto “ius soli”).

Ma che fine hanno fatto i loro doveri? Quando mai si parla di rispetto delle regole di convivenza, rispetto per i luoghi, rispetto per gli italiani stessi, per le donne, per tutti quei principi sacrosanti che fanno parte della nostra civiltà?

Prendiamo, per esempio, l’assegnazione delle case popolari da parte dei Comuni: quanti alloggi vengono dati alle famiglie italiane bisognose e quanti agli stranieri?

La presidente della Camera, Boldrini, uno dei maggiori esponenti della politica pro-immigrazione, si è costruita in questo modo la sua rapida e brillante carriera, e ha pubblicamente dichiarato che gli immigrati devono venire prima nelle liste per l’assegnazione degli alloggi.

“Terzomondismo all’italiana”, così Sartori, illustre politologo, ha definito sul Corriere della sera la politica dissennata che la Boldrini da un lato e la ministra Kyenge dall’altro stanno promuovendo con determinazione.

E’ anche grazie a loro che un giovane immigrato si sente autorizzato a comportarsi come vuole e, soprattutto, a ribadire con arroganza il proprio “diritto” a infischiarsene di tutto e di tutti: perché questa è l’ Italia non la Germania.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

11 Comments

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  • Una lettrice mi ha riferito che in questo blog qualcuno scrive delle cazzate allucinanti…..e dopo aver letto non posso non dargli ragione.
    Basta leggere il titolo “Solo Diritti e Niente Doveri” per capire che chi ha scritto questo post, faceva prima a dedicarsi all’arte culinaria e a preparare la cena.
    Le chiedo caro signor Roberto Riviello, mi potrebbe elencare cortesemente i doveri di un immigrato (dato che sono un cittadino extacomunitario e come dice lei godo solo di diritti)????
    E’ sicuro quando parla dei comuni che regalano le case agli immigrati? no, me lo dica così cambio residenza pure io……
    Un consiglio, se non ha argomenti da trattare….eviti di scrivere fesserie!! Saluti, Arber.

    Arber Agalliu 6 anni ago Reply


    • Caro Signor Arber,
      lei mi pone un paio di interessanti domande e io cercherò di risponderle.
      Per quanto riguarda il Comune italiano dove potrà trovare più facilmente una casa a spese dell’amministrazione pubblica, le segnalo Ravenna, come spiegato meglio in questo articolo:
      http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1279878/Boldrini—Alloggi-popolari–Precedenza-agli-immigrati—E-a-Ravenna-la-denunciano—.html
      Ma veniamo all’altra sua domanda, quella in cui mi chiede quali dovrebbero essere i doveri degli immigrati. Innanzitutto, ovviamente, rispettare le leggi dello Stato italiano; in secondo luogo, direi, essere più rispettosi nei confronti delle opinioni altrui che quindi non vanno definite “cazzate” solo perché non si condividono; in terzo luogo, amare il paese ospitante, in questo caso l’ Italia, e quindi conoscere e apprezzare la sua straordinaria cultura.
      Cordiali saluti

      Roberto Riviello 6 anni ago Reply


      • Ravenna????…beh le rispondo per quanto riguarda Montevarchi, visto che è una realtà più vicina a noi!! Per sua informazione (penso che lei sappia già) a Montevarchi su 265 case popolari solamente il 13% delle case popolari è stata assegnata a famiglie di cittadinanza non italiana, stiamo parlando di 36 case su 265…..che poi a dirla tutta esistono dei criteri che concorrono all’assegnazione del punteggio finale per avere una casa popolare, quindi sono discussioni inutili.
        Per di più facciamola finita con i discorsi che gli immigrati devono avere dei doveri, i doveri degli immigrati sono gli stessi doveri che hanno gli italiani in quanto tutti e due sono residenti nel territorio italiano, le leggi che devono rispettare sono le stesse leggi che devono rispettare gli italiani. Per quanto riguarda l’amore è molto semplice, deve essere un amore reciproco, chi vive in Italia si deve sentire figlio e rappresentato da questo paese, da questa costituzione, da questa classe politica….nessuno regala niente, se non rispetti la leggi finisci dentro, se non paghi le tasse ti pignorano i beni facile……e mi creda, sarà anche strano per lei ma funziona così anche per gli extracomunitari!!!! Mentre per quanto riguarda l’apprezzamento e la conoscenza della cultura italiana ne possiamo parlare……è sicuro che i suoi studenti o i suoi amici sanno quando viene festeggiato l’anniversario dell’Unità d’italia??? Chi vuol vivere nell’ignoranza è libero di farlo…italiano o straniero!!

        Arber Agalliu 6 anni ago Reply


  • Sono la “devota” che ha raccontato l’episodio specificando la nazionalità del ragazzo solo per dare il senso del degrado che stiamo vivendo, sarebbe stata la stessa cosa se il ragazzo fosse stato di una qualunque altra nazione. Voglio sottolineare che anche il ragazzo alla mia richiesta di parcheggiare altrove come prima risposta mi ha detto che glielo dicevo solo perché extracomunitario cosa che io non potevo sapere prima che lui scendesse di macchina.
    Mi piacerebbe anche che non si strumentalizzasse la devozione, cosa che capisco possa far sorridere da un lato e dall’altro possa essere usato come simbolo di bontà.
    Comunque, cercando di tirare meno in ballo la politica, che fa scivolare qualsiasi questione in ventose dispute dialettiche, abbiamo seri problemi di educazione civica da affrontare.

    Simona 6 anni ago Reply


  • Mi trovo nell’impossibilità di “lasciar correre” e quindi anche se avrei molto altro da fare sono costretta ad analizzare questo articolo punto per punto, nel tantativo di mostrare che ciò che è scritto qui è tutto opinabile e denso di malizioso pressapochismo.

    Partiamo dall’inizio:

    “Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. ”

    Già nell’incipit ci sono tutti gli ingredienti per gettare il lettore in una lettura con filtri:
    la donna devota, il ragazzo marocchino sfrontato che sposta la macchina, ma solo perchè stanno arrivando i vigili e una bella affermazione finale che ci fa salire ancora di più l’odio verso il personaggio in questione.
    Insomma un bel paragrafo di quelli che insegnano a scrivere a Strategie della Comunicazione, ma andiamo oltre:

    “Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo ”

    Non è assolutamente inutile ribadirlo e nemmeno troppo notorio a giudicare dal resto del tuo articolo!

    “Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una visione culturale, risultato di un modo di gestire la politica dell’immigrazione che, nonostante alcune leggi si siano fatte, ha sempre dominato nel nostro Paese. ”

    Se la gente parcheggia in doppia fila, non è colpa della politica dell’immigrazione, ma dello scarso senso civico che notoriamente (si questo è noto!) contraddistingue noi italiani.

    “L’ idea dominante è stata, infatti, che agli immmigrati vadano innanzitutto garantiti i loro diritti. Sia nel mondo vicino alla Chiesa che in quello della Sinistra, si è costantemente ribadito che gli stranieri presenti in Italia devono avere gli stessi diritti degli italiani, fino alla più recente campagna di propaganda del diritto di cittadinanza per tutti quelli che nascono in Italia (il cosiddetto “ius soli”).”

    Forse abbiamo completamente rimosso l’idea che i diritti sono un qualcosa che un uomo ha per natura e non sono frutto di concessione. Quando smetteremo di pensare che i diritti umani vadano concessi, allora forse inizieremo a vivere in una socità molto più sana.

    “Ma che fine hanno fatto i loro doveri? Quando mai si parla di rispetto delle regole di convivenza, rispetto per i luoghi, rispetto per gli italiani stessi, per le donne, per tutti quei principi sacrosanti che fanno parte della nostra civiltà? ”

    C’è più retorica in questa frase che in tutti i vari “discorsi alla nazione” fatti dai presidenti americani, fino ad oggi

    “Prendiamo, per esempio, l’assegnazione delle case popolari da parte dei Comuni: quanti alloggi vengono dati alle famiglie italiane bisognose e quanti agli stranieri? ”

    Quanti? Hai dati alla mano o spari tanto per sparare e per condire la retorica di cui sopra?

    “La presidente della Camera, Boldrini, uno dei maggiori esponenti della politica pro-immigrazione, si è costruita in questo modo la sua rapida e brillante carriera, e ha pubblicamente dichiarato che gli immigrati devono venire prima nelle liste per l’assegnazione degli alloggi. ”

    A me la Boldrini non sta simpatica, ma la sua brillante carriera (rapida per niente), non è certo stata costruita su questo: (qui puoi documentarti meglio http://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Boldrini)

    ““Terzomondismo all’italiana”, così Sartori, illustre politologo, ha definito sul Corriere della sera la politica dissennata che la Boldrini da un lato e la ministra Kyenge dall’altro stanno promuovendo con determinazione.”

    L’editoriale di Sartori che tu citi, non vuol affatto far polemica sulla lascività delle leggi italiane sull’immigrazioni, ma dice ben altro. Sartori in questo editoriale sostiene che il dirittto di cittadinanza poco e nulla c’ entra con l’integrazione che è ben altra cosa.
    Invito tutti a leggere l’editoriale per vedere che non appoggia affatto il tuo punto di vista, semmai parla di integrazione e di pressapochismo nel favorirla.
    http://www.corriere.it/editoriali/13_luglio_17/terzomondismo-salsa-italica_59ba1a3c-ee9a-11e2-b3f4-5da735a06505.shtml

    “E’ anche grazie a loro che un giovane immigrato si sente autorizzato a comportarsi come vuole e, soprattutto, a ribadire con arroganza il proprio “diritto” a infischiarsene di tutto e di tutti: perché questa è l’ Italia non la Germania.”

    Ed eccoci ad un bella conclusione che racchiude tutta la retorica fino a qui sventolata.

    Vogliamo davvero parlare di diritti e doveri:
    chi scrive pubblicamente hai il diritto di pensarla come vuole, ma il dovere di farlo con oggettività e con accortezza e corretteza nel citare e usare cose lette o dichiarazioni di persone.

    Laura Burzi 6 anni ago Reply


    • Gentile Laura, mi dispiace molto di averla “costretta” a rispondermi facendole perdere un po’ del suo preziosissimo tempo. Che dirle? Mi sento quasi onorato dall’aver ricevuto una sì puntigliosa esegesi rigo per rigo, manco fosse la Commedia. Vedo che anche lei fa parte del partito delle B.B. (Buoniste Boldrini) ed ha sposato la causa degli immigrati, per cui di fronte a tale fideistico convincimento non provo nemmeno a ragionare e me ne vo a preparar la cena. Così non perdo tempo…

      Roberto Riviello 6 anni ago Reply


      • Dimenticavo…per i lettori che volessero verificare che quanto ho scritto sulla presidente Boldrini non me lo sono inventato….ecco un link interessante:

        http://www.notiziario360.it/laura-boldrini-e-stata-ufficialmente-denunciata-per-discriminazione-verso-gli-italiani/

        Roberto Riviello 6 anni ago Reply


        • L’affermazione “anche se avrei molto altro da fare sono costretta ad analizzare questo articolo punto per punto”, era per rafforzare l’idea della necessità di non poter lasciar passare come se nulla fosse, un post del genere.
          Chiuso l’argomento tempo, che non è il tema del nostro discutere, mi sembra un pò pochino, portare un post di un blog che nemmeno è testata giornalistica, a sostegno del tuo disquisire di diritti, doveri e immigrazione.
          La tua risposta rafforza la mia idea: il tuo post è stato un maldestro tentativo di far passare come oggettivo e verificabile una tuo opinabile punto di vista.
          Non fraintendermi: è giusto che tu esponga il tuo punto di vista, ma è sbagliato mettere in bocca a Sartori cose che non ha detto e parlare della carriera della Boldrini senza conoscerla, per sostenere la tua tesi come universalmente accettabile.

          Per dovere di cronaca, come già scritto, io non sopporto la Boldrini e “buonismo” è una parola che non mi si addice affatto.

          Laura Burzi 6 anni ago Reply


        • Salve Roberto,

          si riferisce per caso alla denuncia fatta da Davide Fabbri ( il vikingo ), personaggio nato con l’aiuto dei reality ed ora in cerca di notorietà ???….
          Le riporto questo articolo :
          http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/38408/la-presidente-della-camera-prontaalle-vie-legali-contro-lo-spogliarellista.html

          mi piacerebbe sentire la frase della Boldrini …

          altra cosa se la frase pronunciata dal famigerato bandito marocchino fosse stata pronunciata da un Valdarnese DOC???

          Un salutone

          And_

          Andrea B. 6 anni ago Reply


  • Ciao Roberto,
    il tuo ragionamento da una prima lettura sembra quasi filare liscio. Ma c’è un però, un grande però e cioè il soffermarsi sul fatto che il ragazzo in questione fosse marocchino. Questo ed altri atteggiamenti simili, sono quelli che ci stanno distruggendo, perché se io avevessi detto la stessa frase alla tua amica, nessuno si sarebbe scandalizzato. Ti assicuro, che da Valdarnese DOC, ho fatto anche di peggio, eppure nessuno ha pesato così tanto il mio atteggiamento da scrivere un post in un blog, perché sono bianco ed è lampante che sono di zona e non straniero.
    Additiamo lo straniero e lo straniero ci odierà, trattiamolo come un nostro pari e vedrete che sentendosi rispettato come essere umano, anche lui porterà più rispetto a noi. Il ragazzo che tu chiami marocchino, io lo chiamo maleducato.

    Alessio Lombardini 6 anni ago Reply


    • Caro Alessio, come ho già scritto “non sono solo i marocchini a parcheggiare in doppia fila o sui marciapiedi”…quello che mi premeva era allargare il discorso ai doveri di cui non si parla mai soprattutto quando ci sono di mezzo gli stranieri, perché scatta il riflesso automatico della paura di passare per razzisti. Io non ho questo problema perché razzista non lo sono mai stato, e quindi dico le cose come le vedo senza il filtro del “buonismo”. E ti prometto che appena ti vedrò comportarti male, per strada o al bar, ti dedicherò un bel blog e lo intitolerò “bianco e maleducato”.
      Ciao.

      Roberto Riviello 6 anni ago Reply


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