Quando si nega la verità storica

rolando rivi

Per negazionismo si intende il tentativo veramente orribile di disconoscere la verità storica dell’ Olocausto, testimoniata non solo da una montagna di documenti fotografici ma dalla voce diretta dei superstiti ebrei, prigionieri politici, ex-militari deportati.

Oltre al negazionismo vero e proprio, esiste poi un altro atteggiamento falsificatore e vergognosamente ipocrita, che è quello di provare a rimuovere o tacere i fatti storici che risultano imbarazzanti per la propria parte politica, come succede quando si parla dei crimini commessi da alcune formazioni partigiane nell’ambito della Resistenza.

Entrambi i casi andrebbero condannati dal punto di vista intellettuale (non certo penale) e combattuti sempre con le sole armi dell’ educazione e dello studio della storia. Qui entra in ballo il ruolo fondamentale della scuola pubblica, nata per ospitare la pluralità delle tradizioni culturali e per insegnare la ricerca della verità attraverso l’analisi critica dei fatti .

Purtroppo la scuola pubblica italiana non sempre opera in piena libertà, talvoltà subisce il condizionamento ideologico di una parte che ha avuto un ruolo fin troppo importante nelle istituzioni culturali del nostro Paese a partire dal secondo dopoguerra. E’ successo, infatti, che recentemente una mostra di carattere storico, sulla figura del beato Rolando Rivi, sia stata apertamente boicottata al punto che il dirigente della scuola elementare “Anna Frank” di Rio Saliceto (Reggio Emilio) ha sospeso la visita didattica già programmata degli allievi, dietro le forti pressioni di un gruppo di genitori secondo i quali la mostra “infangherebbe la Resistenza”.

Ma chi era Rolando Rivi e perché ricordare la sua figura attraverso una mostra ben documentata è stato considerato offensivo e di conseguenza improponibile ad una scolaresca?

Rolando Rivi era un giovane seminarista che, il 10 aprile 1945, all’ età di soli quattordici anni, fu prelevato da un gruppo di partigiani comunisti, umiliato a causa della sua profonda fede religiosa, torturato e infine ucciso a colpi di pistola in un bosco di Piane di Monchio, nel reggiano.

Per questo il 23 marzo 2013 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le cause dei santi a promulgare il decreto che ne riconosce il martirio e il 5 ottobre la cerimonia di beatificazione è stata celebrata davanti a migliaia di persone nel Palazzetto dello sport di Modena.

Chi nega la verità storica o prova a occultarla sbaglia. Ma se la scuola pubblica, nata nel segno della libertà di espressione e di insegnamento, subisce passivamente il condizionamento ideologico di una parte politica come è successo a Rio Saliceto, allora fallisce la sua missione.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

3 Comments

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  • Verissimo!

    Enrico 6 anni ago Reply


  • Ben detto Roberto. Come sai la storia la scrive chi vince. La chiesa cattolica ha vinto, almeno in Italia. Ha sempre vinto, e ha scritto la Storia; occultandola molto, fuori che nei casi dove gli ha fatto comodo. Da Costantino in poi, dalla Controriforma, all’Italia post -unitaria, dal partito popolare di Don Sturzo, al Fascismo, nell’Italia repubblicana di comune accordo col PCI. Ha badato a cancellare in ogni epoca dalla coscienza il contraddittorio storico di una visione serena della Storia.

    Un caro saluto

    Enrico Martelloni 6 anni ago Reply


    • Come sai bene, caro Enrico, di Chiese in Italia ce ne sono state almeno due: quella romana-apostolica e quella di ispirazione comunista, anche se quest’ultima si dichiarava atea. Per me, ciò che conta soprattutto è salvaguardare la libertà di espressione all’interno della scuola.

      Roberto 6 anni ago Reply


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