Quando gli immigrati contestano il ministro Kyenge

kyenge

A Isola Capo Rizzuto in Calabria si trova il centro di accoglienza per immigrati extracomunitari più grande d’ Europa. Tutti loro sono arrivati in Italia clandestinamente e sono destinati, dunque, all’ espulsione; a meno che venga accertata la condizione di rifugiati, cosa sempre più improbabile visto che in Libia, Kenya, Niger, Senegal non è in corso alcuna guerra.

L’ Italia meridionale è per la sua natura geografica la porta d’ ingresso privilegiata per l’ Europa ed è qui che la recente ondata di sbarchi sta destando maggiore preoccupazione tra la popolazione locale, non solo per motivi di ordine pubblico ma anche per un’ evidente questione di tipo sanitario.

Il Ministro dell’ integrazione Kyenge ha saggiamente pensato di recarsi a vedere con i propri occhi la situazione ma, contrariamente a quanto certamente si aspettava, non ha ricevuto dagli immigrati canti e balli di benvenuto, bensì una vera e propria manifestazione di protesta che la polizia di Stato ha dovuto prudentemente contenere.

Ma perché gli immigrati che sono stati accolti e vengono ospitati a spese dei contribuenti italiani continuano a protestare? Si lamentano solo perché le condizioni in cui si trovano non sono eccellenti sotto il profilo del vitto e dell’alloggio?

E’ difficile capire fino in fondo le loro motivazioni, quando sembrerebbe logico aspettarsi da chi viene salvato dal naufragio e dalla morte soltanto riconoscenza ed eterna amicizia. Forse si sviluppa in essi un forte senso di frustrazione, quando l’ ideale che avevano vagheggiato, l’ eldorado italiano, crolla di fronte alla realtà del centro d’accoglienza che è necessariamente spartana e inoltre impedisce la loro libertà di movimento.

Chi dice che la Terra è di tutti, e lo va sbandierando in televisione, compie innanzitutto un errore madornale dal punto di vista storico perché dimentica che con la civiltà umana sono nati anche gli Stati e le Nazioni ( basterebbe pensare all’ antico Egitto o all’ Impero persiano), ma poi propaganda idee che rischiano di oltrepassare i nostri confini con conseguenze disastrose.

Un’altra idea pericolosa è quella sostenuta dallo stesso ministro Kyenge per cui si dovrebbe abolire la cosiddetta legge Bossi-Fini, quella che finalmente stabilì con un certo rigore le modalità d’ingresso in Italia e contemporaneamente introdusse il reato di clandestinità. Che sia una legge modificabile e migliorabile, è un principio valido in generale per qualsiasi legge. Ma pensare di volerla cassare, eliminando così l’ ultima possibilità che è rimasta all’ Italia di esercitare un pur minimo controllo sui flussi migratori e contemporaneamente di difendere il metodo della immigrazione legale, è davvero un fatto grave soprattutto se la proposta proviene da un ministro della nostra Repubblica.

Per fortuna, a capo Rizzuto, la Kyenge non ha fatto dichiarazioni avventate di fronte agli immigrati già molto agitati, ma si è limitata a promettere dei migliori dormitori e poi a invocare l’intervento dell’ Europa sulla questione immigrazione (aspetta e spera, diceva un vecchio motto).

Dopo la conferenza stampa improntata al realismo e a toni non esasperatamente terzomondistici, il Ministro ha poi terminato la sua spedizione nel Sud andando ad officiare una delle tante cerimonie che le amministrazioni comunali di sinistra recentemente amano allestire: l’offerta onoraria della cittadinanza italiana a bambini nati in Italia da genitori stranieri.

E’ una prassi che di fatto non serve a niente, tantomeno ai bambini, ma forse aiuta a sentirsi tutti più buoni e solidali. Un po’ com’ era una volta la festa di Natale nelle scuole elementari, qualcuno ancora se la ricorda?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

2 Comments

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  • Caro Riccardo, in verità io concordo con lei pienamente. E poi non m’illudo affatto che la legge sull’immigrazione e sui clandestini venga applicata pienamente, basta farsi un giro per le vie delle nostre città per capirlo. Però credo che sia meglio averla questa legge che eliminarla come vorrebbe fare il Ministro dell’integrazione. Le cose vanno male adesso, figuriamoci cosa succederebbe spalancando completamente le porte…
    Saluti

    Roberto Riviello 6 anni ago Reply


  • Signor Roberto, lei scrive il vero, ma nonostante l’età, mi consenta, è rimasto ancora un ingenuo. Lei cita la Bossi Fini, ma quando mai è stata applicata!. Forse solamente per l’espulsione recente della moglie e del figlio di un dissidente politico del Kazakistan, con un passaporto misterioso, vero o falso non è dato saperlo. La legge c’è, ma poi non si applica. Come non si applicano quasi mai le leggi in Italia. Troppe, e molto spesso in contrasto tra loro. Come ha scritto su un libro un magistrato, ci sono più avvocati nella sola Roma, che in tutta la Francia. Chissà perché? Ha ragione poi quando scrive che qualcuno ama allestire cerimonie in cui si offre la cittadinanza onoraria a stranieri. Ma forse non ricorda chi c’era, al porto, sulla banchina, anni fa, quando arrivò quella ormai famosa nave dall’Albania piena di disperati. Come sembrano lontani ormai quei tempi. Siamo realisti. Con i politici che abbiamo in Italia, nulla è mai certo. I politici veri, gli statisti, sono solo ricordi. Ma del resto, i nostri politici sono lo specchio della nazione, e forse è meglio illuderci ingenuamente che siano meglio di noi. Anche se in realtà, molti politici sono il peggio di noi. Ma la realtà, fa sempre paura. Meglio illuderci, pur sapendo che è una pietosa bugia. Beata ignoranza.

    riccardo 6 anni ago Reply


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