Proibire non sempre è virtù

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Uno sceneggiato da poco trasmesso dalla Rai ci ha ricordato come la questione della prostituzione femminile (non) fu risolta dalla legge voluta con fermezza dalla senatrice socialista Lina Merlin.

Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, le celebri “case chiuse” che avevano prosperato sin dai tempi del Regno d’ Italia, ispirando persino il Maestro del cinema italiano Federico Fellini e trovando un difensore agguerrito in Indro Montanelli, vennero proibite con il risultato che le prostitute si riversarono lungo le strade delle periferie cittadine sotto il controllo della criminalità organizzata.

Da allora il panorama della prostituzione italiana non è molto cambiato, anzi si è arricchito grazie al fenomeno dell’immigrazione clandestina, per cui l’ offerta che ora viene proposta ai clienti proviene da diversi continenti ed etnie. E sicuramente, se si andasse a fare controlli mirati, si troverebbero moltissime minorenni a battere i marciapiedi,spesso importate anche contro la loro volontà dai paesi dell’ est Europa.

Ma tant’è: i casini furono chiusi e le donne che vi lavoravano vennero liberate, con buona pace dei parlamentari che votarono la legge Merlin.

Almeno questa è ciò che la storia ufficiale racconta. La realtà, invece, è ben diversa, e basta girare in macchina di notte in qualsiasi città d’ Italia per vederla con i propri occhi: la prostituzione non è stata affatto eliminata, è semplicemnte diventata illegale, quindi non si pagano le tasse (come invece avviene in Germania e in Olanda) e le donne sono sfruttate dalle mafie internazionali.

Altro capitolo della inutile crociata contro il sesso a pagamento: in questi giorni in Francia, un ministro donna del governo Hollande sta promuovendo una legge che prevede multe ai clienti delle lucciole tra i 1500 e i 3000 euro. La risposta più intelligente e civile a quest’altro tentativo illiberale di punire le abitudini private (chiamiamoli pure vizi, tanto il concetto non cambia) delle persone l’hanno data le prostitute francesi, che sono scese a manifestare per le strade di Parigi dietro a uno striscione con la scritta: “Fières d’etre putes”.

Scommetto che anche chi non ha studiato il francese, ha capito benissimo il significato dello slogan.

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

2 Comments

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  • La cose brutte, stranamente si dimenticano con il tempo, fino a pensare, a credere, ad illuderci, a favoleggiare che in fondo non erano così brutte, ma anzi, erano bellissime.
    Tutti o molti, oggi giorno, rimpiangono le case chiuse, i bordelli, trovando la scusa, l’alibi, che la loro chiusura, non ha fermato il fenomeno della prostituzione.
    Queste persone sono uomini anziani che rimpiangono la loro gioventù, uomini più o meno giovani che si immaginano chissà che cosa, ed anche donne che pensano per motivi religiosi, o di invidia, o di superbia, che le “donnacce” debbano stare chiuse in luoghi a loro destinati. I bordelli.
    A nessuno interessa, o interessa poco, l’opinione di chi vive di prostituzione, che con termine dispregiativo chiamano puttane. Pagano i loro servizi, le offendono, le sminuiscono, non vogliono in nessun modo mischiarsi a loro, le sfruttano, le vogliono giudicare, e poi la sera sono in fila con la macchina nei viali a comprarle. Che società ipocrita è la nostra.
    Chi sa come vivevano, come venivano sfruttate le donne chiuse nei bordelli prima della legge Merlin, non rimpiange certo qui tempi. Basta ricordare solo un piccolo particolare, forse il più insignificante, per capire il calvario di quelle donne: non potevano rifiutare nessun “cliente” pagante, erano obbligate dalle regole della casa ad andare con tutti.
    Provi ad immaginare un uomo, di andare con tutte le donne, non solo con quelle belle, ma con quelle vecchie, sporche, dall’alito puzzolente, deformi, sudate e a dovergli dare piacere. A me, il solo pensiero fa ribrezzo, schifo, disgusto. E queste donne invece, ne erano obbligate.
    Queste donne erano non solo prostitute, ma vere e proprie schiave sessuali, senza diritti e senza voce.
    Ben fece la Merlin a chiudere quel tipo di bordello.
    Certo, con quella Legge non si è posto fine alla storia della prostituzione, né credo che questo mestiere finirà mai. Ma si è liberato tante donne, rendendogli una parvenza di dignità.
    Comunque non possiamo ignorare come Stato il fenomeno della prostituzione, ma neppure regolamentarlo. Sarebbe quindi opportuno che il legislatore, faccia una nuova legge in proposito. Ma non una legge che obblighi, ma che difenda chi vuol fare quel “mestiere” liberamente, uomini e donne, dallo sfruttamento di organizzazioni criminali
    Per il resto, io credo che adulti sani e consensienti, se non fanno male a nessuno, possano fare tra loro, liberamente, quello che più gli piace. Anche prostituirsi.

    riccardo 6 anni ago Reply


  • La legge Merlin ( 1958 ) deve essere ripensata perchè non è stata idonea a gestire la prostituzione in Italia . Anzi la cura è stata peggiore della malattia con lo sfruttamento dell corpo femminile ,tavolta minorenni come dice nell’articolo il Prof. Riviello . Ma la mia domanda è : ” siamo pronti oggi per cambiare la legge e riaprire le case d’appuntamento ” ? . Se prendo esempio dai nostri parlamentari mi pare che siamo assai lontani e che la mercificazione del corpo delle donne durerà ancora per parecchio . Perchè dico questo ? Prendiamo esempio dal Presidente della camera Laura Boldrini che il mese scorso si è scagliata contro miss Italia infangando l’edizione 2013 e costringendo le ragazze ad esporre magliette con la scritta ” ne nude nè mute ” . Questo ci fa capire quanto sono lontani i politici dal problema prostituzione nel nostro paese . Si preferisce fare i moralisti su miss Italia e non intervenire alla radice del problema dello sfruttamento e della mercificazione delle donne prostitute lasciate in balia delle organizzazioni mafiose .

    andrea 6 anni ago Reply


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