No ai reati di opinione

lager

Uno dei libri che mi ha segnato più in profondità e che tuttora continua ad emozionarmi fino alle lacrime è “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Una delle esperienze più importanti della mia vita è stata la visita del lager di Mathausen guidata da un ex internato, pratese, figlio di un partigiano, che ci mostrò tutti gli strumenti di tortura usati dai nazisti e, per finire, ci chiuse per qualche minuto nello stanzone dove venivano gasati gli ebrei.

Uno dei luoghi di Firenze che visito sempre volentieri in occasione di qualche mostra o concerto è la Sinagoga, perché apprezzo moltissimo la cultura ebraica in tutte le sue forme.

Della Shoah penso solo una cosa: che sia stato il Male assoluto, il crimine peggiore contro l’ umanità.

Nei confronti del nazismo e dell’antisemitismo nutro, dunque, un disprezzo infinito.

Ciò detto, ritengo che la legge contro il negazionismo, quella che dovrebbe punire coloro i quali scrivono o sostengono pubblicamente che lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti sia solo un’invenzione propagandistica, legge che attualmente il Parlamento italiano sta per votare, sia indegna di uno Sato liberale.

Le opinioni, anche quelle più assurde perché contraddette dall’evidenza dei fatti e delle testimonianze, non possono essere considerate reato. Perchè in una società veramente liberale il diritto alla libertà di pensiero e di espressione è il bene supremo.

Com’è possibile che nessuno all’interno del nostro Parlamento se lo ricordi?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

7 Comments

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  • Secondo me, la legge contro il negazionismo risulta essere anticostituzionale, dato che proprio la costituzione tutela e grantisce la libertà di stampa e di opinione. Spetterà a chi legge o sente giustificare se queste idee sono stupide oppure no. Varando questa legge, in futuro si aprirà le porte ai reati di opinione.

    Marco 5 anni ago Reply


    • Giustamente penso che sia sbagliato negare la propria opionione e considerarla come reato; ma io vedo le persone come un “branco di pecore”, ovvero che vanno dietro all’opinione di massa; per quindi penso che queste opinioni siano libere ma che ci sia una distinzione fra bene e male; non vorrei che riprendessero piede queste opinioni.

      Elisa 5 anni ago Reply


  • Caro Signor Roberto, sono abbastanza vecchio per ricordare gli anni di piombo, gli anni del terrorismo degli anni 70. Terrorismo sia Comunista, sia Fascista. Ricordo benissimo i cattivi maestri di allora, i filosofi, gli intellettuali, i liberi pensatori, gli spiriti liberi, che scrivevano sui giornali, che arringavano la folla, che urlavano con megafoni, che aizzavano alla rivolta, che dicevano che tutto il mondo doveva essere arso in un gran falò, e che bisognava abbattere, uccidere, eliminare, bandire dalla storia, intere classi sociali come la borghesia, cancrena dell’umanità.
    Questi signori, seminavano odio a piene mani, pur non macchiandosi personalmente di nessun reato. Neppure, come dice lei, quello di opinione. Poi altri, la manovalanza, gli utili idioti, seguendo le loro parole, le loro direttive, si sono macchiati di sangue innocente.
    Uccide più la penna che la spada.
    Non si tratta di Inquisizione, non si tratta di censura preventiva, si tratta di delimitare e contenere possibili derive pericolose. Lo Stato, deve avere i mezzi per intervenire immediatamente, subito, quando c’è pericolo per la collettività. E’ meglio rinunciare ad un piccola parte della propria liberà, per il bene comune, che rischiare di perdere tutta la propria libertà, pur di difendere il diritto di dire quello che più ci piace.
    A proposito, lei sa vero che fine hanno fatto molti dei cattivi maestri degli anni 70?
    Tutti egregiamente sistemati. I servitore dello Stato ammazzati nell’adempimento del loro dovere, non gli ricorda più nessuno.

    riccardo 5 anni ago Reply


    • Eh sì, caro Riccardo, quei pessimi “maestri “che allora giocavano con le molotov , la rivoluzione e lotta continua, e ora si sono ben sistemati nelle redazioni dei quotidiani, all’università e perfino nelle istituzioni dello Stato “capitalista” me li ricordo anch’io…si vede che siamo coetanei.

      Roberto 5 anni ago Reply


  • Eppure a scuola alcuni prof. mi avevano detto che anche il fascismo faceva arrestare e condannare chi si rendeva “colpevole” di reati di opinione. C’è stata in questi anni una qualche fondata ragione revisionista per doversi ricredere? Mi sono perduto qualcosa?

    Adam 5 anni ago Reply


  • Le opinioni non possono essere considerate reato. Giustissimo. Ma c’è un limite, un confine, una linea di demarcazione, tra quella che è una semplice opinione, anche sbagliata, discutibile, volgare, e la sua apologia.
    Quando un idea, un pensiero, un ideale, è palesemente sbagliato, marcio, corrotto, la società ha il diritto e il dovere di proibirne la divulgazione, anche con metodi forti, come leggi ad hoc.
    Non si tratta in questo caso di metodi illiberali, discriminanti, vessatori, ma di dire quello che è giusto, e quello che è sbagliato, quello che è bene, e quello che è male.
    Alcune opinioni, devono essere considerate reato.
    Un esempio estremo, mettiamo che il signor Pinco Pallino scriva dei saggi e gli pubblichi, saggi in cui esalta e giustifica le gesta dei serial killer, o dei pedofili. Cosa dovremo fare? Rispettare la sua opinione, o sanzionarlo pesantemente?
    Essere una società liberale, non significa lasciare che il MALE possa infettare liberamente i pensieri degli uomini e delle donne.
    Un limite, ci deve essere.

    riccardo 6 anni ago Reply


    • Attenzione, Riccardo, oltre a rispettare le idee assurde di un nazista o di un pedofilo e sanzionarle penalmente, c’è un’altra via: la critica razionale, lo studio della storia a scuola, l’educazione in famiglia ecc. Poi ovviamente si sanzioneranno duramente i comportamenti illegali, come la pedofilia o la violenza antisemita: i comportamenti, non le idee. Capisco che come dice lei c’è un limite a tutto, ma per quanto riguarda le opinioni è un’ altra questione….c’è il rischio di vedere rinascere il tribunale dell’ Inquisizione oppure i tribunali di epoca staliniana.

      Roberto 5 anni ago Reply


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