La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

lorenzetti

Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

Per questo, considero gli intellettuali alla Erri De Luca o alla Vattimo dei “passatisti”, giusto per usare una terminologia di origine futurista. Il problema, purtroppo, è che costoro non si limitano ad esprimere lecite opinioni contro la linea ad alta velocità della Val di Susa, ma arrivano a difendere i sabotatori no-Tav che ormai si stanno trasformando in quasi-terroristi armati (come lo stesso giudice Caselli ha chiaramente spiegato).

Se nel nord i lavori dell’ Alta velocità devono essere difesi dall’ ideologia dell’ambientalismo estremo e dai suoi sostenitori, nel centro Italia il nemico si chiama, invece, corruzione politica.
L’ex governatrice Pd dell’Umbria e ormai anche ex presidente dell’ Italfer, società delle Ferrovie dello Stato, è agli arresti domiciliari accusata di aver preso parte a «un articolato sistema corruttivo”. Oltre a Maria Rita Lorenzetti, sono agli arresti domiciliari altre cinque persone, tra le quali Walter Bellomo, geologo del ministero dell’ Ambiente e politico del Pd siciliano, uno degli uomini-chiave di quello che in una conversazione telefonica intercettata veniva definito spudoratamente “gioco di squadra”.

Secondo l’accusa la Lorenzetti avrebbe agito «mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati, nell’interesse e a vantaggio della controparte Novadia e Coopsette», le società che hanno vinto l’appalto dei lavori. Da queste società Lorenzetti «pretendeva favori per il marito (l’architetto Pasquale Domenico) nell’ambito della ricostruzione dell’Emilia».

La lista dei reati contestati poi si estende all’ associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa, all’ abuso d’ufficio e violazione delle norme paesaggistiche, alla gestione e traffico illecito di rifiuti. I rifiuti in questione sono i residui del tunnel scavato a Firenze, che dovrebbero essere smaltiti andando a risanare le ferite ambientali ancora presenti nel territorio di Cavriglia, causate dalla più grande miniera di lignite a cielo aperto d’Italia. A questo punto, sulla possibilità di utilizzare la terra del sottosuolo fiorentino, il Sindaco della cittadina valdarnese ha giustamente espresso molti dubbi.

Dopo lo scandalo del Monte dei Paschi, un altro coperchio viene sollevato sul mondo in cui affarismo e politica (in questo caso tutta di pura origine democratica) si intrecciano sciaguratamente.
Insomma, per l’ Alta velocità in Italia la strada è sempre in salita, presa com’è tra due fuochi: il conservatorismo degli intellettuali ambientalisti e l’antimodernismo dei sabotatori. E poi c’è la corruzione. Ma si tratta solo di incidenti temporanei; il futuro, prima o poi, arriva sempre.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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  • L’autostrada A1, nei lontani anni 60, fu costruita in soli 4 anni. Gallerie, viadotti, la carregiata rialzata con terrapieni per evitare allagamenti vicino ai fiumi. Quanta terra fu movimentata, spostata, riposizionata. Un enormità. Eppure, fu anche grazie all’autostrada che abbiamo avuto il miracolo italiano.
    Oggi giorno, solo per fare una galleria, o un chilometro di autostrada, o un ponte, passano anni.
    Non perchè non sia possibile fare questi lavori in pochi giorni o settimane, ma semplicemente perchè bisogna studiare l’impatto ambientale e poi, tutto inquina. Anche la terra e le pietre.
    Nascono comitati contrari a tutto, come i funghi dopo una pioggia alla fine di una lunga estate calda. Dalla mattina alla sera. Ognuno vede nella costruzione di qual si voglia opera pubblica, un attentato alla sua salute.
    Risultato: il paese italia rimane ancorato al passato.
    Però siamo un paese in cui non abbiamo il nuclerare, scelta civilissima e saggia.
    Peccato che a meno di 200 chilometri dai nostri confini, ci siano ben otto centrali nucleari attive, che ci vendono l’elettricità che illumina le nostre case. Abbiamo tutti i rischi del nuclerare, nessun vantaggio.
    Siamo un paese miope, con una classe dirigente miope, che ragiona non di testa, ma di pancia.
    Poi paghiamo l’elettricità più cara d’Europa, abbiamo i mezzi di trasporto pubblici e le autostrada come negli anni settanta, interriamo ancora i rifiuti come 50 anni, e mille altre cose ancora.
    Poi andiamo all’estero, e da bravi italiani diciamo sempre : Qui si che tutto funziona, mica in Italia, i treni arrivano in orario, le autostrade sono belle e nuove, in tutte le grandi città ci sono le metropolitane”.

    riccardo 6 anni ago Reply


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