La fusione è di larga intesa

Il 21 e 22 aprile si vota per un piccolo referendum che potrà avere grandi conseguenze: la fusione di Figline e Incisa. Mentre la politica nazionale è ferma ai blocchi da un mese e mezzo (intanto le imprese affogano nel mare di tasse e la disoccupazione imperversa), la politica locale fa un passo coraggioso da vero gigante.

Qui non ci sono stati i veti incrociati, le reciproche accuse, i particolarismi e l’egocentrismo che almeno fino ad oggi hanno impedito la formazione del governo; qui a Figline e a Incisa maggioranza e opposizione hanno già da un pezzo sperimentato che sui progetti concreti e utili per la gente è possibile mettersi d’accordo e agire di conseguenza. Così sta per nascere in Valdarno uno dei più importanti esperimenti di semplificazione amministrativa, che vuol dire, detto in poche parole, meno spese e servizi migliori per i cittadini.

Perché l’ Italia è complessivamente male amministrata, da Nord a Sud. Anche la mitologia del “buon governo” toscano è ormai stata smentita dai fatti. Prendiamo la viabilità, giusto per fare un esempio: a parte l’ autostrada, la viabilità attuale è grosso modo la stessa dai tempi del Granducato. Basta decidere di andare al mare dalle parti di Grosseto per accorgersene.

comunicoMa il vento di rinnovamento ha iniziato a soffiare anche da noi, era inevitabile. I primi a cogliere questo sentimento che è anche una necessità reale, non c’è dubbio, sono stati i sindaci di Incisa e Figline, rappresentanti forse di un Pd che sta cercando faticosamente una nuova identità per riemergere dalla nebbia di un sistema di potere ormai sulla via del tramonto.
Ottimo lavoro, dunque, per Nocentini e Giovannoni, ma anche per tutti quelli che finora li hanno sostenuti dai banchi dell’opposizione.
E dopo? Che ne sarà del Com-unico? Lo spirito delle larghe intese e della razionalità continuerà ad essere seguito? Si continuerà sulla via della comunicazione e della collaborazione? E’ tempo di cambiamenti e non si può tornare indietro alla logica delle contrapposizioni ideologiche e dei giochi di potere, roba questa del secolo scorso che la spietata realtà della crisi attuale ha definitivamente condannato. Almeno ce lo auguriamo.

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

1 Comment

You can post comments in this post.


  • Lei sig. Riviello parla di fusione di larghe intese il Referendum su il Com-Unico,io la chiamerei ” la puzza della vecchia politica ” ,quella dell’inciucio ( coniato da Max baffino ossia D’alema Massimo ).
    Le conseguenze ci saranno eccome sig. Riviello e saranno quelle di un salasso di tasse per i contribuenti . Perchè la politica è malata ; malata grave e la fusione non sarà un toccasana come volete propinarci,ma un’aspirina data ad un malato terminale ossia una presa per il coccige.
    Questo sarà il Com-Unico sig. Riviello e non ci vorrà tanto per capirlo,stia tranquillo .
    Cordialmente.

    andrea 7 anni ago Reply


Post A Reply