La Cappella tra le cartacce

cappella della mota

La Cappella della Madonna della Mota è un piccolo ma suggestivo monumento, situato in corso Vittorio Veneto a Figline e deve questo nome così curioso probabilmente alla condizione fangosa del terreno sul quale fu edificata.

Le sue particolarità sono la forma esagonale, la cupola con lanterna finestrata ma anche le dimensioni assai ridotte, per cui al suo interno c’è una sola fila di banchi rasente a quattro lati; sul quinto c’è la porta d’ingresso e sul sesto si trova l’altare, sul quale si possono ammirare i resti di un affresco trecentesco raffigurante la Madonna col Bambino.

In quel punto del corso, il marciapiede poi si allarga in un giardinetto dove crescono dei bellissimi alberi di ulivo circondati da un cespuglio di rose selvatiche che nel mese mariano fioriscono e spruzzano di rosso il verde dell’erba. Ci sono anche una fontanella di ghisa e due panchine a doghe di legno per chi voglia sedersi all’ombra della cappella.

Insomma sarebbe un angolo assai gradevole di preghiera o di conversazione o semplicemente di sosta durante una passeggiata.

Dico “sarebbe” perché purtroppo l’area della Cappella è molto trascurata da chi dovrebbe occuparsi della pulizia e del decoro dei luoghi pubblici. Manca finanche un semplice cestino per i rifiuti, sicché succede che, soprattutto con la bella stagione, le cartacce, le lattine delle bibite, la plastica e le cicche di sigaretta si accumulano sul marciapiede e nel giardinetto.

È un vero peccato, un grave segno di degrado. Questa cittadina merita molto di più: maggiore cura e maggiore educazione, ma anche più fermezza nel far rispettare le bellezze che essa ci offre.

Un’ultima cosa: in zona, a pochi metri dalla Cappella della Madonna della Mota, si è appena trasferito il comando della Polizia urbana. Non sono previste sanzioni pecunarie per chi getta in terra cartacce e rifiuti di ogni genere?

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

7 Comments

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  • Che bella, ci vado spesso, per ringraziare..
    Tempo fa passavo da quelle parti (abito vicino) ero sul marciapiede proprio vicino alla fontanella che portavo la mia bicicletta a mano.
    All’improvviso un’auto è salita sul marciapiede tagliandomi la strada: stava parcheggiando.
    Ho bussato al finestrino, gli ho detto: guardi che questo è un marciapiede non un parcheggio!
    Scende dall’auto un ragazzo marocchino mi ha risposto: non mi rompere i ……
    Sto per chiamare i vigili e allora il ragazzo risale in auto e va via, parcheggia dietro l’angolo e quando lo rincontro mi guarda e dice: E COMUNQUE QUI SIAMO IN ITALIA, NON IN GERMANIA!
    Il degrado è dentro di noi.

    Simona 7 anni ago Reply


    • Cara Simona, quello che giustamente richiami è un grave problema oggi in Italia: agli immigrati vengono costantemente ripetuti i loro diritti, ma quasi mai i loro doveri. Ecco da dove provengono i comportamenti irrispettosi e soprattutto quella odiosa arroganza (spesso venata di maschilismo).

      roberto riviello 7 anni ago Reply


      • Non era assolutamente una critica sulla condotta extracomunitaria, vedo chiunque parcheggiare sul marciapiede, lasciare cacche di cane sui marciapiedi ecc ecc.
        Quello che mi ha sconvolto è il fatto che un per extra comunitario sia lecito fare cose in in Italia mentre mentre non lo è in Germania.
        Siamo noi che non diamo valore all’educazione e di conseguenza neppure a noi stessi.

        Simona 7 anni ago Reply


        • Grazie per la precisazione. Sono d’accordo con te: ci sono molti italiani che hanno pessime abitudini. Spesso gli extracomunitari tendono a imitare questi e non i bravi italiani che sono la maggioranza.

          Roberto Riviello 7 anni ago Reply


  • La Madonna della mota ,o del fango, è in stretta relazione con la Vergine nera molto diffusa nel mediterraneo e nei santuari in oriente. Spesso la Madonna nera è accompagnata dal bambino Gesù ( anch’esso scuro ). Nella simbologia dell’antico culto cristiano rappresenta il principio femminile che si erge dalle acque scure ( il fango ) la marea pschica ed emotiva e si avvicina alla divinità ( il Cristo che cammina sulle acque ) . Nella tradizione orientale il fiore di loto che si erge dalla melma . Per tornare al caso nostro in via Vittorio Veneto a Figline V.no mi risulta che fino al dopoguerra venivano lasciati i bimbi non desiderati all’interno della cappella .

    andrea 7 anni ago Reply


  • Grazie, Viandante, per il tuo ampio e importante contributo. Sono d’accordissimo con te: la cappella avrebbe bisogno di un intervento di restauro esterno, oltre che di pulizia (anche se ultimamente le cartacce aumentano ogni giorno di più, vieni a vedere di persona). E inoltre le due moto della Polizia urbana parcheggiate eternamente lì accanto sono una vera indecenza.

    Roberto Riviello 7 anni ago Reply


  • La Cappella di Santa Maria della Mota è l’unico monumento del valdarno inserito nelle vie romee: http://www.vieromee.it/dettaglio_beni/C/Cappella_di_Santa_Maria_della_Mota-05204600UE7281055016/ nel percorso chiamato Via Vecchia Aretina che era, allora, addirittura preferita alla Via francigena.
    Cito dal sito:
    “Testimoniano dell’intensità dei transiti le numerose strutture ricettive e assistenziali che punteggiavano la strada, addensandosi nelle principali località. Nel XIV secolo è documentata lungo l’itinerario (a Incisa, Figline, Tartigliese, San Giovanni e Montevarchi) una concentrazione di alberghi e osterie che non aveva eguali in tutto il contado fiorentino. Lo stesso si riscontrava riguardo agli enti ospedalieri, che prestavano i loro servizi soprattutto ai pellegrini. I Decimari pontifici della fine del XIII secolo, che registrarono solo alcuni dei numerosi spedali che si succedevano lungo il percorso, ricordano l’Hospitale di Plano Alberti, situato ove di lì a poco sorgerà la “terranuova” di San Giovanni, l’Hospitale de Ancisa e l’Hospitale di Avanella (Levanella). Ma sappiamo da altre fonti che gli spedali erano assai più numerosi, specie a San Giovanni e a Incisa, e che ve ne erano anche a Troghi (Sant’Antonio alle Staffe), alla Ginestra (Sant’Angelo), e soprattutto a Montevarchi e a Figline. Senza contare quello grandioso sorto in prossimità di Firenze, all’Apparita: lo spedale di Fonteviva o del Bigallo, documentato dal 1214, e tutta la serie di piccoli ospizi che punteggiavano il primo tratto della strada, da Firenze a Bagno a Ripoli.”

    Da questo punto di vista vorrei evidenziare che: magari l’abbandono si misurasse solo con qualche cartaccia (poi non così esageratamente presenti). L’abbandono è, secondo me molto più grave ed è un abbandono culturale, un abbandono storico. Tant’è che ci vuole il sito delle vie romee per valorizzare il monumento. L’indifferenza mostrata da coloro che localmente dovrebbero invece valorizzare la propria storia e le radici culturali produce questi abbandoni e produce anche obbrobri come le Lambruschini. Nulla è stato fatto all’edificio dall’ultimo intervento del ’90 ed i segni del tempo son più che evidenti. Non solo, ma la nuova sede della Polizia municipale ha aggiunto ulteriore deturpazione al monumento aggiungendo ulteriore grande segnale stradale a quelli maldestramente già apposti completando l’opera di degrado non contenti parcheggiano, per completare l’opera, li a fianco due moto della PM in un “entrone” che conduceva all’aia della Fattoria degli innocenti originariamente pavimentata in pietra (fattorie toscane del ‘700) oggi aggiunta – dopo un intervento gravemente invasivo – al gusto dell’orrido che impera nel comune di Figline Valdarno.

    Viandante 7 anni ago Reply


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