Il volto normale dell’ eroismo

eleonora cantamessa

Chissà perché quando parliamo di eroi, la mente corre subito a quelle immagini un po’ esagerate o a quelle frasi edulcorate tramandateci nei libri di storia. Come per un riflesso condizionato inculcatoci sui banchi di scuola, gli eroi non possono che avere combattuto grandi battaglie, sconfitto nemici più potenti e numerosi di loro, oppure conquistato paesi e terre lontane. Da qui tutta una serie di soprannomi che ormai sono stampati per sempre nell’immaginario collettivo, tra i quali “l’ eroe dei due mondi” è quello che forse più di tutti brilla per fantasia e per retorica.

E’ stato con l’ 11 settebre 2001 che abbiamo scoperto una nuova specie di eroi, dai volti normali: i vigili del fuoco di New York, gente che era armata solo di idranti e di pale, ma aveva un coraggio da leone tanto da gettarsi dentro due torri in fiamme per salvare i loro concittadini.

Sui giornali di oggi, 10 settembre 2013, abbiamo visto un’ altra di queste persone normali e speciali, la ginecologa Eleonora Cantamessa, morta eroicamente mentre prestava soccorso ad un ferito.

Eleonora, che rientrava in macchina da una spensierata serata con un amico, ha visto un uomo che aveva bisogno di aiuto, e si è fermata: perché all’inzio della sua carriera aveva fatto un giuramento, quello che fanno tutti i medici dall’antichità ad oggi.

Non ha pensato al pericolo a cui andava incontro, o forse ci avrà anche pensato e forse, mentre chiamava l’autoambulanza, aveva paura perché sicuramente si era accorta che l’uomo era stato accoltellato e che i suoi aggressori non erano lontani.

L’uomo ferito era un immigrato, come pure il guidatore e i passeggeri della macchina che dopo pochi minuti lo ha travolto uccidendolo. Uccidendo anche la generosa ma sfortunata ginecologa che aveva ancora il cellulare in mano.

Quando si parla d’integrazione, purtroppo, ci si continua a nascondere dietro a una cortina di faciloneria e di sentimentalismo, pur di non ammettere che la realtà è sempre più difficile e che la violenza dilaga. Nonostante che in Italia si sia voluto istituire addirittura un Ministero dell’ integrazione, la via che dovrebbe portare alla convivenza civile e pacifica appare molto ardua. Da un lato ci sono culture troppo diverse tra loro per potersi amalgamare, dall’altro la pesante situazione economica di questi anni offre spazio al crescere delle attività criminali.

Comunque sia, Eleonora Cantamessa si era fermata, non aveva girato la testa dall’altra parte come molti avrebbero fatto, ed aveva prestato aiuto.

Da oggi il volto dell’ eroismo ha anche i tratti dolci e sorridenti di una donna di 44 anni, vestita con abiti semplici sotto il camice bianco della dottoressa.

About This Author

Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

4 Comments

You can post comments in this post.


  • Sig. Roberto, ma cosa mi combina mai. Eppure lo dovrebbe sapere, non deve mai scrivere di gay o di immigrati, altrimenti passa da omofibo o razzista, queste sono due categorie protette. Ormai anche i giornali seri, e le nostre televisioni, raramente quando succedono fatti di cronaca nera indicano la cittadinanza, o l’etnia di chi è coinvolto. Bisogna tacere su certe cose. Non alimentare allarmismi. Questi sono gli ordini. Ieri sera su rai uno, c’era un telefim con la Pivetti, brava prof., dove un cattivissimo, sporco, analfabeta, e chi più ne ha, più ne metta, italiano, ammazzava un povero immigrato. Immigrato bello, gentile, educato e rispettoso di tutti. Il cattivo italiano, uccideva l’immigrato per motivi futili. La classe della Pivetti poi, nel telefim, è piena di stranieri, facilemente riconoscibili, e sono tutti belli, gentili, tolleranti più dei loro compagni italiani. Questi sono gli esempi da dare.
    Se proprio vuole inveire contro qualcuno, quando viene la Roma a giocare a Firenze, se la prenda con Totti. Gli potrà gridare di tutto: figlio di….., cornuto….., pezzo di… ecc. Insultare un italiano lo può fare, quella è goliardia sportiva, sfottò da stadio, ma non lo faccia con tutti, scelga bene a chi fare i suoi sfottò, altrimenti anche allo stadio può passare da razzista.

    riccardo 6 anni ago Reply


    • Ha proprio ragione, caro Riccardo, e la ringrazio per i suoi consigli, ma qui non siamo su RAI 1, siamo su Controcorrente e quindi proviamo a dire quello che pensiamo senza finzioni e ipocrisia. Per quanto riguarda riguarda Totti, devo dire che lo stimo molto perché è sempre stato fedele alla sua maglia e quindi rappresenta un modello per tutti gli sportivi. Ciò detto, continuo a tifare per la Fiorentina.
      A presto.

      Roberto 6 anni ago Reply


  • Mi spieghi un attimo cosa c’entra il suo discorso sull’integrazione con un rissa tra delinquenti che ha causato due morti e altrettanti feriti?
    Vedo che non perde l’occasione caro signor Roberto per riportare alla luce episodi di cronaca che riguardano cittadini non italiani, continuando a parlare di integrazione impossibile e cavolate varie. Con il suo atteggiamento ed i suoi attacchi lei rappresenta il primo ostacolo verso una convivenza felice con i cosiddetti “diversi”, la prego si tolga i paraocchi caro signor Roberto.

    Arber Agalliu 6 anni ago Reply


    • Signor Arber, sono convinto che ci sono tanti esempi felici e positivi di integrazione, lei è sicuramente uno di quelli. Purtroppo non è sempre così: la cronaca non la faccio io, qualche volta mi limito a riportarla e a commentarla, come in questo caso. Personalmente credo che il modello del multiculturalismo sia un fallimento e ormai se ne stanno accorgendo in paesi molto civili come la Novergia e la Svezia. Cerchiamo di essere realisti e, forse, troveremo delle soluzioni.
      Saluti

      Roberto 6 anni ago Reply


Post A Reply