Il mito infranto dello ius soli

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Chi l’ avrebbe mai pensato che la più radicale critica al mito dello ius soli sarebbe arrivata da un politologo di fama internazionale e notoriamente non di destra, come il professor Giovanni Sartori il quale, pochi giorni fa, ha dichiarato in un’intervista al programma radiofonico La Zanzara che concedere automaticamente la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia “sarebbe un disastro in un Paese con altissima disoccupazione: aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade”.

L’ illustre politologo non si è fermato qui, anzi, subito dopo, ha rincarato la dose dicendo che quella dello ius soli “come idea è demente perché è tipica dei paesi sottopopolati che vogliono una nuova popolazione: sarebbe l’ ultimo colpo per consentire l’ accesso a tutti, migranti e clandestini”.

Certamente questa è una vera mazzata contro tutto quel filone di pensiero che negli ultimi anni ha trovato grande ospitalità nel mondo della variopinta sinistra italiana e che recentemente ha visto la leadership del suo più importante sostenitore oggi , ovvero il ministro per l’ Integrazione Kyenge.

E’ l’ antica ideologia del terzomondismo che, se aveva un senso negli anni cinquanta quando difendeva le giuste guerre d’indipendenza e successivamente le politiche di aiuto verso quei Paesi ex-colonie, oggi sta operando contro ogni evidente realismo, arrivando a teorizzare l’ accoglienza sine conditio e persino la definizione per legge di quote riservate agli immigrati nella società (case popolari, asili nido ecc.).

“Siamo alla demenza” dice giustamente Sartori.

L’ immigrazione può essere una risorsa soltanto se viene legalmente controllata attraverso norme severe e ben definite, come fanno tutti i Paesi occidentali, dalla Svizzera all’ Australia. Laddove questo non è avvenuto, per esempio in Inghilterra, la situazione sociale è diventata talvolta ingovernabile e non è un caso che oggi il premier Cameron stia pensando a delle leggi che in futuro restringeranno molto l’ accesso degli stranieri senza un regolare permesso di soggiorno.

Abolire il reato di clandestinità e sancire lo ius soli non hanno niente a che a fare con i diritti civili (come i terzomondisti ci vogliono far credere), ma sono proposte politiche davvero irresponsabili e pericolose, soprattutto se fatte in un periodo di grave crisi economica e disoccupazione come quello che stiamo vivendo.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

3 Comments

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  • Difficile capire la relazione fra la doccia di Lampedusa e la cittadinanza a tutti,sono due sbagli e due sbagli in fila non fanno una cosa giusta restano sbagli e pertanto da combattere singolarmente.No a le docce na anche no a la cittadinanza italiana a tutti.

    GoriLo 6 anni ago Reply


  • Caro Robero,
    ma ha visto cosa è accaduto a Lampedusa?
    Ma non legge i giornali, non guarda la TV ?
    Una cosa vergognosa.
    Ebbene, le devo fare una confidenza, io quelle scene, o simili, le avevo già viste, molti ma molti anni fa, alla visita per il militare, e poi i primi giorni in caserma.
    Tutti nudi, solo con le mutande, in fila indiana di fronte ad una commissione medica.
    Tra battute pesanti, giudicate allora goliardiche, e l’atteggiamento sprezzante dei “vecchi”. Qualcuno fu addirittura obbligato a farsi una doccia.
    In una doccia senza tende, a vista.
    Francamente ne aveva bisogno, puzzava.
    Peccato che allora non c’erano i telefonini per fare video, Avrei potuto citare in giudizio il Ministero della Difesa.
    Eppure mi ricordo, che nessuno di noi rimase traumatizzato, offeso, o scioccato di quel trattamento.
    Anzi le dirò, lo ricordo con nostalgia.
    MI nasce ora il dubbio che sotto, sotto, tutti quanti noi eravamo masochisti.

    riccardo 6 anni ago Reply


    • In effetti,caro Riccardo, ho visto le immaggini “scandalose” della doccia a Lampedusa, ma mi sono limitato a un veloce commentino su Fb….del tipo che sarebbe stato opportuno offrire morbidi accappatoi di spugna, il profumo al gelsomino e magari alla fine un massaggio energizzante e uno spumantino…tutto a spese di noi contribuenti, ovviamente. Buon Natale.

      Roberto 6 anni ago Reply


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