Il clandestino impazzito

mada kabodo

E’ morto anche Daniele, il ragazzo di 21 anni, preso a picconate sabato mattina a Milano. I suoi genitori hanno consentito la donazione degli organi, e così una parte di lui continuerà a vivere e a far vivere.

Prima di lui, Mada Kabodo, il clandestino ghanese, aveva giù ucciso un uomo di 40 anni e colpito con la stessa ferocia un pensionato di 64, che ora è in stato di coma.
Altri due passanti sono stati feriti più lievemente perché Kabodo, nel loro caso, aveva usato “soltanto” una spranga di ferro.

Poi ha trovato un piccone da muratore in un cantiere e l’ ha trasformato in un’ arma mortale.

La storia di Kabodo, questo ghanese di 31 anni, è già nota a tutti, i giornali l’ hanno raccontata ampiamente: gli era già stata notificata l’espulsione a causa del suo comportamento violento, ma era ancora in Italia perché, avendo fatto ricorso contro l’ espulsione, era in attesa della sentenza definitiva.

Kabodo era dunque un immigrato clandestino a cui non era stato riconosciuto lo stato di profugo: in un altro Paese europeo la sua espulsione sarrebbe stata molto più rapida, in Italia,invece, le procedure sono lente e spesso non vengono fatte applicare dagli stessi magistrati come il reato di clandestinità prevederebbe.

Il reato di clandestinità serve a distinguere gli immigrati che entrano legalmente in Italia per lavorare onestamente da quelli che, non avendo possibilità di impiego, finiscono quasi sempre col vivere nell’ illegalità in condizioni di grave disagio sociale.
L’ immigrazione è un fenomeno sano che può arricchire tutti solo se viene regolato da leggi severe e se queste leggi vengono fatte applicare.

Altrimenti è il caos, e la violenza cieca può scoppiare da un momento all’altro. Come è successo all’alba di sabato scorso, a Milano.

P.S. apprendo ora dal tg che purtroppo è deceduto anche il pensionato: così, le vittime del clandestino impazzito diventano tre.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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